Riconoscere dei limiti non è necessariamente d’ostacolo allo sviluppo creativo delle nostre potenzialità, potrebbe anzi essere un requisito utile.
“Il vasaio che lavora con l’argilla conosce i limiti del suo materiale. Deve temprarla con una certa quantità di sabbia, smaltarla in un certo modo, tenerla ad una temperatura definita, cuocerla ad un certo grado di calore. Ma conoscere i limiti del materiale non significa limitare la bellezza della forma che le sue mani d’artista, diventate esperte nella tradizione, guidate dalla sua visione del mondo, possono dare a quell’argilla.”
(Margaret Mead)
La libertà inizia quando ci rendiamo conto di quel che è possibile e di quello che non lo è.
Ci dice che se arriviamo a conoscere la natura della nostra argilla, possiamo impedire all’anatomia di stabilire il nostro destino.
Durante uno studio (Carol Tavris e Alice Baumgartner, febbraio 1983), a circa duemila bambini di età scolare (elementari) fu posta una semplice domanda: “se domattina ti svegliassi e scoprissi di essere diventato un ragazzo (nel caso di femmine) o una ragazza (nel caso di maschi), come cambierebbe la tua vita?”.
Le risposte denotano forti pregiudizi sessuali da ambo le parti, con forti note di disprezzo per la sessualità femminile.
Le risposte dei ragazzi:
- Se fossi una ragazza sarei stupido e pappamolla.
- Se svegliandomi mi scoprissi ragazza, spererei si trattasse di un brutto sogno e tornerei a dormire.
- Se fossi una ragazza, tutti sarebbero meglio di me, perchè i ragazzisono meglio delle ragazze.
- Se fossi una ragazza, mi ammazzerei.
- Se fossi una ragazza, non potrei più essere disordinato – dovrei avere un buon odore.
- Se fossi una ragazza dovrei fare lavori “stupidi”: cucinare, fare la mamma, schifezze simili.
- Se fossi una ragazza dovrei odiare i serpenti.
- Se fossi una ragazza, nessuno mi prenderebbe in giro perchè ho paura delle rane.
Notevoli anche le risposte delle femmine:
- Se fossi un ragazzo potrei rimpinzarmi più di quanto ora non possa.
- Se fossi un ragazzo, la mia vita sarebbe più facile.
- Se fossi un ragazzo, potrei diventare presidente (ndSim: USA).
- Se fossi un ragazzo, il mio papà forse mi avrebbe amata.
Sigh.
Dunque, avrei tante cose da dire, ma non ho voglia attualmente. Quindi, sarò breve.
- Ho visto Thank you for smoking. Veramente un film carino. E’ piaciuto sia a me che G. nonostante il cinismo imperante. Era ora che il cinema proponesse un film decente non action movie e non horror e non strappalacrime o minchione. Insomma, un film carino.
Prima o poi scriverò qualcosa. Magari mi prendo il dvd. - Stasera danno Commando. Era una vita che non vedevo dei filmazzi del genere. Me la rido un po’.
- Oggi grazie a Matte ed alla ricerca di sigle è stato il momento serial-tv-nostalgico. Street Hawk, Mccormick, Automan, e un fracasso di altre minchiate. Fantastico, prima o poi dovrò scrivere un post anche su questo.
- Stasera per tornare a casa ci ho messo 1 ora e mezza causa traffico devastante fra v. Pelagi, v. Massarenti e v. Libia. A Bologna, se i vigili non sanno che cacchio fare, potrebbero venire in quel benedetto incrocio. Ho visto qualunque tipo di infrazione in quei 10 metri quadri di strada. Ho fatto anche alcune foto col cellulare atte a commentare. Prima o poi sistemerò anche quelle.
- La geometria è meno simpatica di Guild Wars. Vabbè.
- aCaB è partito per Barcellona… Buon viaggio a lui.
- Sto conoscendo Myhar, un veneto molto simpatico. Gran cosa.
Non mi sembra ci siano altre notizie fondamentali.
Oggi Windows Media Player non andava. E non è la prima volta che capita.
Avrà avuto pippe sue? Non avrò avuto i codec giusti? Sbagliavo io a cliccare l’icona rotonda e multicolor?
Non lo so, ma mi ha sacagnato le belotas.
Per fortuna c’era acab, che mi ha indicato questo:
VLC media player
(Attualmente versione 0.8.5)
E ovviamente, funziona.
Questo weekend è stato presentata la nuova campagna di Guild Wars: Nightfall.
Parecchi giocatori la stanno provando, benchè nessuno dei successi ottenuti in questi tre giorni possa venire sfruttato quando poi verrà immesso sul mercato il gioco completo.
Ho fatto comunque alcuni screen dei nuovi personaggi disponibili (paragon e derviscio).
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Il 27 di ottobre, esce il gioco completo.
Zeus Ex Machina sarà il paragon; la derviscia non so ancora come chiamarla, ma so già di quale colore sarà il suo vestito.
| Ogni tanto succede che dei problemi decisamente affrontabili diventino insormontabili perchè non riusciamo a vederne la soluzione. Il fatto che qualcuno ci indichi la strada, non conta. Non sempre almeno.E così ci troviamo dinnanzi barriere invalicabili che rendono la nostra vita terribile, e la rendono dura anche per coloro che ci stanno vicini. Buffo come l’uomo tenda a danneggiarsi autonomamente. Se questo è il vostro modo di vivere, state lontano da me. Non trattenetemi. Non riuscireste comunque. E come succede spesso, ultimamente, i Queen mi forniscono la colonna sonora giusta… manco a farlo apposta… per caso.
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BreakThru (Queen, 1989)When love breaks up I wake up rit. Breakthru, these barriers of pain, Make my feelings known towards you Your smile, rit. Breakthru, breakthru rit. That would really be a breakthru – Breakthru |
Oggi sono stato all’università, a vedere gli orali di geometria in modo da darmi l’ennesima spinta per concludere questo benedetto corso di laurea.
Ho fatto bene. Riavere un contatto con questa realtà mi aiuta a “impattarla” meglio, anche se trovo abbastanza buffa l’ottica “da lavoratore” con cui analizzo tutto l’apparato universitario (professori, speranze lavorative, esami).
Mi ricordo i tempi in cui mi ingastrivo pensando agli esami, in cui studiavo come un ossesso per poi, ogni tanto, raccogliere frutti scarsi (secondo me, ovviamente).
Una miscela di tali e tante sensazioni negative che sicuramente mi portò fuori strada all’epoca.
Ora, dopo tante cose che sono successe, e dopo 3 anni in cui non ho messo piede in un’aula universitaria mi riaffaccio su questo esame. Vedo l’angoscia nei ragazzi giovani per l’esame che potrebbe segnare il loro autunno, vedo i loro mal di pancia, e vedo i loro occhi confusi di fronte ad una professoressa che gli sta semplicemente cercando di parlare nella sua lingua. Sì, non è elastica, non viene incontro, ma non lo si può pretendere.
La realtà è che la comprensione richiesta non c’è – difficile che ci sia in così poco tempo.
E così mi trovo in una posizione privilegiata ad analizzare il mio nuovo modo di vedere questi test che certificano la nostra preparazione. Dovuti, direi.
Vorrei tanto aver avuto la tranquillità che ho ora all’epoca in cui studiavo, ma probabilmente non l’avrei mai raggiunta senza tutte le cose che sono successe.
Meglio così.


