Sfera di CristalloSpesso si parla in maniera distinta di Scienza e Filosofia. Ci piacerebbe intendere la Scienza come qualcosa di completamente astratto e totalmente matematico, in modo da poter ignorare quei calcoli astrusi che ci han fatto penare a scuola (almeno a qualcuno). Ma, a parer mio, è un errore.

La matematica è un linguaggio. La Scienza è un modo di pensare, una Filosofia. Un modo diverso di fare Filosofia, rispetto al modo umanistico (e interiore), ma pur sempre attività intellettuale (ragionamento) per cercare di spiegare da dove veniamo e dove andremo.

Il successo delle teorie scientifiche, specialmente con Galileo e Newton (principalmente teorie di meccanica classica), indusse all’inizio dell’Ottocento a sostenere che l’universo è completamente deterministico. Il francese Laplace suggerì che doveva esserci un insieme di leggi scientifiche tale da consentirci di predire qualsiasi accadimento futuro nell’universo, purché avessimo conosciuto compiutamente lo stato dell’universo in un tempo dato.

Insomma, poiché sappiamo velocità e traiettoria di un pianeta in un dato momento ed in un tempo t0, possiamo ricavare la posizione in un qualunque altro tempo t.

Il determinismo nel caso dei corpi celesti sembrava abbastanza ovvio (grazie alle leggi meccaniche di Newton), e così qualcuno si spinse oltre, postulando l’esistenza di altre leggi simili (perchè no? ) che dovevano governare qualsiasi altra cosa, compreso il comportamento umano.

Dunque il destino dell’umanità era già scritto da una legge scientifica?

Meccanica quantisticaIn seguito a determinati calcoli e teorie, si sviluppò invece un percorso che oggi noi chiamiamo meccanica quantistica (su scala microscopica sono necessarie certe specifiche quantità di energia – i quanti, appunto – per ottenere una radiazione ad una certa lunghezza d’onda/frequenza). Considerando i quanti di Planck, il fisico tedesco Werner Heisenberg formulò il principio di indeterminazione: per poter predire posizione e velocità di una particella in un certo tempo futuro, si doveva essere in grado di misurarne con esattezza posizione e velocità presenti.

Il problema cominciò a consistere proprio in questo: tanto più volevamo avere la posizione con precisione, tanto più piccola doveva essere la lunghezza d’onda della luce usata per individuarla. Ma una lunghezza d’onda piccola avrebbe richiesto più energia per ottenere un singolo quanto, che avrebbe perturbato il sistema concedendogli una velocità molto elevata, rendendo incerta la posizione. D’altra parte, dando poca energia la velocità della particella sarebbe stata più bassa ma la lunghezza d’onda non avrebbe permesso di collocare l’oggetto in una posizione più precisa di tanto.

In sostanza, Heisenberg dimostrò che il prodotto dell’incertezza della posizione della particella non può mai essere inferiore a una certa quantità, nota come costante di Planck. Il principio di Heisenberg è una proprietà fondamentale, ineliminabile, del mondo. (Negli anni ’20, ad opera di Heisenberg, Schrodinger e Dirac, venne elaborata la meccanica quantistica che oggi noi conosciamo.)

Questo ebbe ripercussioni definitive sulla filosofia/teoria del determinismo.

Il nostro futuro non può essere predetto con tanta precisione come ci si aspetta.

E se questa non è Filosofia…




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