In questi giorni il tema della pena di morte è “tornato” nei TG di prepotenza, a causa dell’ennesima condanna che verrà eseguita stanotte in Texas (Kenneth Parr), mentre noi usciamo, ci ubriachiamo, chiaccheriamo, programmiamo, studiamo, dormiamo, cantiamo, ecc.
Visto che ho avuto l’occasione di confrontarmi (o meglio di assistere ad un informale confronto) su questo argomento il 15 di agosto, riporto qui qualcosa.
Dal sito: National Coalition to Abolish the Death Penalty.
First and foremost, the death penalty devalues all human life – eliminating the possibility for transformation of spirit that is intrinsic to humanity.
Secondly, the death penalty is fallible and irrevocable – over one hundred people have been released from death row on grounds of innocence in this “modern era” of capital punishment.
Thirdly, the death penalty continues to be tainted with race and class bias. It is overwhelming a punishment reserved for the poor (95% of the over 3700 people under death sentence could not afford a private attorney) and for racial minorities (55% are people of color).
Finally, the death penalty is a violation of our most fundamental human rights - indeed, the United States is the only western democracy that still uses the death penalty as a form of punishment.
Non mi metterò a difendere singoli casi perché non mi piace, perché non è questione di singoli, e perché bisognerebbe comunque conoscere ciò di cui si parla. Certi crimini sono pessimi anche se non si uccide nessuno, e spesso certe azioni non vengono punite perché non sono crimini ma fanno più danni lo stesso.
Il punto vero, è che la pena di morte è una pena senza senso. E’ senza senso perché non è una punizione, ed è senza senso perché è inequivocabilmente pericolosa nel caso ci siano errori.
E’ dunque senza senso perché non porta a nessun risultato che non sia una vendetta.
Quindi, ABOLIAMOLA.
Questa giornata sarà da ricordare.
Come una bella giornata di merda. Ok, può capitare.
Ma è strano che io me la sia andata a cercare.
Dovevo saperlo. Ci sono cascato.
Tant’è. Monito per il futuro.
E come diceva Ore’:
“E ricordate, che ogni buona azione sarà punita!”
Le seconde possibilità sono un miraggio. Se uno ha fallito alla prima, un motivo ci sarà.
Che tristezza. Domani è un altro giorno.
Camuso. Aggettivo. Si dice di naso schiacciato, e per estensione, di persona che ha un naso siffatto.
Forse derivato di muso, con prefisso peggiorativo.
![]() Grazie a Davide ho trovato un sito che spacca.Da veri haxxor! Per capire il tutto, è necessario essere molto pro. No noobs. E ci sono pure gli episodi di una saga. Devastante. ^ ^ Of course, è necessario conoscere un minimo il gergo. |
In questo periodo la Lega proclama scioperi fiscali e Bossi sostiene che “Raccoglieremo le firme in piazza e dopo la protesta fiscale il Governo avrà più voglia di apprezzare il federalismo perché non possono metterci in galera tutti”. Bossi ha anche rimarcato il fatto che tutti gli Stati “moderni nascono dalla ribellione fiscale e non vorrei che fosse la nascita della Padania“.
Non lascio commento riguardo la civiltà di questa opinione, è giusto che ognuno abbia la sua (ma l’idea che gli stati moderni nascano dalla ribellione fiscale, a me, giunge nuova). Mah.
Interessante invece una lettera di un professionista al Sole 24 Ore e la risposta seguente del ministro Padoa-Schioppa.
Apotropaico. Aggettivo, plurale: apotropaici. Che serve ad allontanare e scongiurare influssi malefici. Dal greco apotrpaios, “che allontana”.
Da una narrativa risalente a tanto tempo fa.
Atalanta, la giovane figlia di re Iaso, possedeva la bellezza delle più belle donne d’Arcadia, ma, devota ad Artemide, a differenza delle altre fanciulle preferiva l’arco e le frecce al fuso e alla spola, non si curava se il fuoco ardeva o languiva fra gli alari del camino e, soprattutto, si rifiutava ostinatamente di maritarsi – questione che infastidiva non poco il re suo padre, che desiderava la nascita di un nipote cui lasciare il regno.La giovane preferiva gli scontri in piazza coi pochi che accettavano di battersi con lei, oppure si dedicava alla caccia di conigli selvatici e a lunghe galoppate.Atalanta era davvero un’atleta irresistibile: lottava con la forza di un toro e l’astuzia di una volpe, correva con l’eleganza di una gazzella e la rapidità di una lepre; era pure molto abile nel maneggiare le armi. In effetti era stata proprio la figlia di re Iaso a uccidere il feroce cinghiale calidònio in terra d’Etolia grazie alla benedizione di Artemide, nonostante la presenza alla battuta di caccia di eroi del calibro di Castore e Polluce, Teseo, Giasone e Achille stesso.Comunque fosse, dopo il tanto insistere del padre, le minacce e le suppliche, Atalanta, più stizzita che convinta, disse al padre:- E sia! Vuoi che mi sposi, e io mi sposerò. Ma a un patto: chi aspira alla mia mano dovrà gareggiare con me nella corsa e battermi. Gli darò cinquanta passi di vantaggio e poi lo inseguirò, impugnando la lancia. Se non riuscirò a raggiungerlo, diverrà mio marito e io gli sarò moglie affezionata e devota. Se però riuscirò a raggiungerlo… bè, allora gli conficcherò la lancia in mezzo alle costole e lo spedirò diritto nel profondo dell’Ade.
Re Iaso rimase sorpreso e amareggiato dinnanzi a un così strano rituale amoroso, ma finì per cedere alle insistenze della fiera fanciulla e fece dare l’annuncio dai suoi messaggeri a tutti gli angoli dell’Ellade sperando fra sè e sè che prima o poi un atleta scattante e veloce la umiliasse.
Invece, contro le previsioni regali, i pretendenti venivano regolarmente infilzati dalla lancia di Atalanta, rovinando nella polvere e chiudendo per sempre gli occhi alla luce del sole.
- Figliola, così facendo ucciderai tutti i più valenti campioni del mondo…
- I patti sono patti!
- Ragiona…
Ma Atalanta non ragionava. O meglio, ragionava a modo suo, e libera e felice continuava a cavalcare e cacciare lepri, a lottare in piazza e scaricare gragnole di pugni sui malcapitati che le capitavano a tiro. More »

Grazie a Davide ho trovato un sito che spacca.Da veri haxxor!
Atalanta, la giovane figlia di re Iaso, possedeva la bellezza delle più belle donne d’Arcadia, ma, devota ad Artemide, a differenza delle altre fanciulle preferiva l’arco e le frecce al fuso e alla spola, non si curava se il fuoco ardeva o languiva fra gli alari del camino e, soprattutto, si rifiutava ostinatamente di maritarsi – questione che infastidiva non poco il re suo padre, che desiderava la nascita di un nipote cui lasciare il regno.La giovane preferiva gli scontri in piazza coi pochi che accettavano di battersi con lei, oppure si dedicava alla caccia di conigli selvatici e a lunghe galoppate.Atalanta era davvero un’atleta irresistibile: lottava con la forza di un toro e l’astuzia di una volpe, correva con l’eleganza di una gazzella e la rapidità di una lepre; era pure molto abile nel maneggiare le armi. In effetti era stata proprio la figlia di re Iaso a uccidere il feroce cinghiale calidònio in terra d’Etolia grazie alla benedizione di Artemide, nonostante la presenza alla battuta di caccia di eroi del calibro di Castore e Polluce, Teseo, Giasone e Achille stesso.Comunque fosse, dopo il tanto insistere del padre, le minacce e le suppliche, Atalanta, più stizzita che convinta, disse al padre:- E sia! Vuoi che mi sposi, e io mi sposerò. Ma a un patto: chi aspira alla mia mano dovrà gareggiare con me nella corsa e battermi. Gli darò cinquanta passi di vantaggio e poi lo inseguirò, impugnando la lancia. Se non riuscirò a raggiungerlo, diverrà mio marito e io gli sarò moglie affezionata e devota. Se però riuscirò a raggiungerlo… bè, allora gli conficcherò la lancia in mezzo alle costole e lo spedirò diritto nel profondo dell’Ade.