Ogni tanto escono queste chiaccherate come di recente sul “modo giusto” di fare, di dialogare. Mediato. Sempre mantenendo gli interessi di tutti. Che una mano lava l’altra. E poi si sa che critiche troppo forti e precise possono dar fastidio, e non è il modo di fare…

Mi chiedo sinceramente non se questa logica abbia un senso – ce l’ha, questo è certo anche a me – ma se l’Italia non sarebbe un paese migliore senza favoritismi di sorta, senza nepotismi, senza paura e finte ipocrisie, con un briciolo di coraggio in più nell’accettare le critiche e nel viverle come una cosa sana.

Io penso sarebbe un posto migliore.

Le critiche alle istituzioni poste dai libri usciti negli ultimi tempi, tristemente, non insegnano nulla… Ho l’impressione che abbiano invece fornito una scusa per arroccarsi ancora di più.

Che tristezza.


Le istituzioni sono nate per garantire i diritti al popolo, non dovrebbe essere il viceversa.

Sono il primo a riconoscere l’importanza delle istituzioni e a rispettarle, ma sarò anche uno dei più critici per evitare che le istituzioni diventino fini a loro stesse.




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