Il Sole 24 Ore, venerdì 25 gennaio 2008 (pagina 5)
L’ultimo favore da Guardiasigilli
L’ultimo atto da ministro della Giustizia, prima delle dimissioni, sembra inserirsi nella migliore delle logiche clientelari. Clemente Mastella, dopo aver piazzato a Benevento la sede principale della Scuola della magistratura, che dovrebbe partire dal primo settembre di quest’anno, si è affrettato a nominare i suoi rappresentanti al Comitato direttivo. Ebbene, tre dei cinque prescelti, si chiamano Titta Madia, Donato Ceglie e Pietro Perlingieri: il primo, oltre ad essere stato candidato al Senato per l’Udeur nonché consulente di Mastella a via Arenula, è l’avvocato della moglie Sandra Lonardo, finita agli arresti domiciliari su richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito dell’inchiesta in cui sono indagati i vertici dell’Udeur campano nonché l’ex-ministro; il secondo è un Pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ma della fazione opposta a quella del “nemico giurato” di Mastella, il Procuratore Mariano Maffei, contro il quale Ceglie ha presentato (insieme ad altri colleghi) un esposto ora al vaglio del Csm; il terzo è il preside della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Benevento.
Il decreto di nomina è stato firmato subito dopo gli arresti domiciliari della moglie Sandra e la notizia, appresa solo ieri, ha gettato nell’incredulità più d’uno, non soltanto tra i magistrati. “Magistratura democratica“, la corrente a cui appartiene Ceglie, non esita a definire le scelte del ministro dimissionario ispirate a criteri “politici, localistici e addirittura personali“, destinate a fare della Scuola un “apparato di potere marginale e periferico“.
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