Ieri tornando a casa, di fronte alla farmacia vicino a casa mia, ho visto un gruppetto di persone abbastanza denso che manifestava qualcosa. Fortunatamente distribuivano manifesti informativi, così ho avuto modo di capire.
Ultimamente mi sveglio la mattina con le orecchie che mi fischiano, come se qualcuno parlasse male di me.
Ed eccoli lì Ferrara, Ratzinger, Casini, Veltroni, Santachè, Binetti, Turco, che non hanno di meglio da fare che parlare, neppure di me, ma del mio bassoventre.
Come se di me non importasse nient’altro.
Come se io iniziassi e finissi tra le tube di falloppio e uno spermatozoo.
Ho deciso di ribellarmi, urlare i miei diritti un’altra volta.
Di scendere in piazza.
Questo sarà il mio 8 marzo.[...]
TPO
Onestamente non conosco TPO, ma potrei semplificare dicendo che mi ha dato l’impressione di essere un movimento femminista e di diritto civile. (Spero di non essere caduto troppo lontano dall’albero.)
Segue ovviamente un comunicato che non cito completamente per brevità, ma molto interessante sul fatto che l’attacco alla Legge 194 possa essere più significativo se gli si dà una lettura non solo legata all’aborto, ma alle scelte in generale — ovviamente il centro della manifestazione è legato alla questione contraccettiva, ma mi trovano concorde se si parla di scelte politiche per restringere la libertà dei cittadini in senso lato.
Nello specifico il gruppo manifesta contro le farmacie che non garantiscono la dispensazione del contraccettivo-pillola del giorno dopo.
La cosa che più mi lascia perplesso, è che i farmacisti parlano di obiezione di coscienza, mentre c’è una legge che testualmente indica il dovere dei farmacisti di procurare i medicinali.
In effetti, non è proprio come se al panettiere manca il pane.
Personalmente, il TPO mi trova concorde.
Quel che mi chiedo è se questo non sia un altro segnale che questo paese è in effetti allo sfascio: al di là delle politiche economiche su cui tanto si dibatte (e che stanno a cuore a tutti, me compreso), i nostri problemi sociali possono derivare da un corpo di leggi esageratamente confuso, dove gli azzecca-garbugli ci possono sempre tirare fuori qualcosa, ma i cittadini normali si trovano schiacciati.
Trovo ridicolo boicottare le farmacie. Non ce ne dovrebbe essere bisogno se c’è una legge da rispettare. Forse gli organi di vigilanza dovrebbero controllare bene quelle che sono le attività di certi servizi.
Viviamo in un paese davvero molto molto costretto. Non sono sicuro sia la cosa giusta. Anzi.
Comunque sia, buona festa della donna, buon 8 marzo a tutte.
1 Comment to “Questo 8 marzo”
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TPO e’ il Teatro Polivalente Occupato (un centro sociale). Come tutti i CSO, ogni tanto ci prende e ogni tanto no.