Per chi non lo sapesse, a me piace molto Magritte (wiki).
Mi sta simpatico, faceva dei disegni strambi e interessanti.
Uno dei suoi dipinti più famosi è The Son of Man.
Un architetto e pittore cileno, tale Sebastian Matta, decise un bel giorno di fabbricare fisicamente un tributo a Magritte… e lo chiamò MagrittA.
E fu così…
![]() |
![]() |
![]() |
Ok, questo post è una vaccata, pero’ io sono esaltato e quindi lo scrivo. ^_^
In primis: creare tabelle per pagine *HTML è una cosa frequente, utile, ma anche estremamente pallosa. A me capita spesso, e cerco sempre di farlo nella maniera piu’ dinamica possibile (php e scriptini vari con cicli for/while/altro).
Secondariamente, io adoro platonicamente awk. Dal momento in cui l’ho incontrato, l’ho sempre trovato estremamente potente e versatile, come la maggioranza degli strumentini da terminale (tr, sed, ecc.) che pochi sanno usare, ma che sarebbero utili al 100% delle persone che lavorano col pc, almeno una volta nella vita.
Ovviamente l’utilizzo di questi strumenti passa un po’ in secondo piano se si sa manipolare bene i dati con perl… ma questa e’ un’altra storia.
Questa storia invece parla di una tabella di dati come tante in formato:
1,campo1a,campo1b,campo1c,campo1d;
2,campo2a,campo2b,campo2c,campo2d;
3,campo3a,campo3b,campo3c,campo3d;
[...]
e di una mitica riga di awk (+sed) che la trasforma in una perfetta tabellozza html:
awk ‘BEGIN {FS = “,” ; TAG = 5 ; print “<html>\n<head>\n\t<title>Titolo pagina html</title>\n</head>\n<body>\n<h3>Titolozzo visibile</h3>\n<table border=\”1\” cellpadding=\”5\”>\n<tr bgcolor=\”darkgrey\”> <th> </th> <th>header_a</th> <th>header_b</th> <th>header_c</th> <th>header_d</th> </tr>”}
{print “<tr “; if ($1 % TAG == 0) print “bgcolor=\”lightgrey\”" ; print “> <td>”$1″</td> <td>”$2″</td> <td><b>”$3″</b></td> <td>”$4″</td> <td>”$5 }
END { print “</table>\n</body>\n</html>”}’ dati.txt | sed -e ‘s/;/<\/td> <\/tr>/’ > pagina_table.html
Insomma, a me sta riga piace tantissimo: legge i dati, li mette nel codice html, ha una piccola condizione per rendere la tabella piu’ leggibile ogni 5 righe (cambiare TAG per cambiare l’intervallo di evidenziazione)…
Fantastico.
PS: Sì, lo so che l’uso dell’attributo bgcolor è deprecato e andrebbero usati i CSS… Beh, non ci vuole poi tanto a mettere una classe al posto della mia stringa.
M’è capitato anche di recente che qualcuno mi chiedesse, ma che sono tutte quelle sigle vicino alle date che si vedono nella pagine web?
Per esempio, la funzione javascript Date() ci indica che questa pagina è stata caricata alle:
Dunque che e’ GMT? CET? Ce ne sono altri?
Il GMT è il cosidetto tempo medio di Greenwich (Greenwich Mean Time), e la nota GMT+0100 indica che il nostro orario locale e’ uguale al tempo di Greenwich + 1 ora. (Come si sa dalle scuole elementari, il meridiano di Greenwich e’ preso come riferimento per tutti i fusi del globo.)
UTC (tempo universale coordinato) è essenzialmente coincidente con GMT, ma è slegato dal meridiano. Di pari passo con l’UTC sono cresciute altre sigle che hanno identificato le zone orarie: CET per Central European Time in Europa, EST per Eastern Standard Time negli USA (Washington, New York)… e poi PST (orario pacifico – Los Angeles, S. Francisco), MST (montagne rocciose), CST (zona centrale degli US).
Il CET è l’orario dell’Europa Centrale, ed e’ un’ora avanti rispetto all’UTC (GMT +1); EST è GMT -0500.
Parecchie altre info sulle wiki (time_zone, Greenwich_Mean_Time, e altro).
Promemoria: quando faccio lo sborone e installo tutto con apt-get (non dselect) devo almeno ricordarmi che nel caso dei Desktop Environment è meglio usare *-core.
- gnome – “This is the GNOME Desktop environment, an intuitive and attractive desktop, with extra components.
This package depends on the standard distribution of the GNOME desktop environment, plus a complete range of plugins and other applications integrating with GNOME and Debian, providing the best possible environment to date.” - gnome-core – “These are the core components of the GNOME Desktop environment, an intuitive and attractive desktop.
This package depends on a basic set of programs, including a file manager, an image viewer, a text editor and other basic tools.”
Nel caso di gnome, 15 programmini contro… 42.
Installazioni minimali…
Ho scoperto una cosa che non sapevo ancora: Outlook tende a codificare gli attachment in una sua maniera.
Il formato proprietario è il Transport Neutral Encapsulation Format (wiki).
Comunque sia, la buona debian ci fornisce un ottimo:
# apt-get install tnef
che ci permette di decodificare gli attachment di Outlook (con l’opzione -f per indicare il file in input).
Buono a sapersi, se vi ritrovate dei winmail.dat per le mani.
Altre info: tud.at/php/tnef/index.php
[...]No need to flame innocent Outlook users anymore because of their moronic mail software. Find another reason to flame them.[...]
![]()
Eh… Pero’ raga, prendetevi Thunderbird/Icedove dai su.
E’ riferito alla tv, ma penso che le GUI punta e clicka vadano di pari passo.
Ricordiamo che una educazione attraverso le immagini è
stata tipica di ogni società assolutistica o paternalistica:
dall’antico Egitto al Medioevo. L’immagine è il riassunto
visibile e indiscutibile… l’immagine finale è costruita per la
massa soggetta. In questo senso hanno ragione i manichei:
c’è nella comunicazione per l’immagine qualcosa di
radicalmente limitativo, di insuperabilmente reazionario.
Umberto Eco
Sono arrivato quasi per caso a questo articolo del 2003.
The great 19th-century German banker Carl Furstenberg liked to remark that his customers were stupid and cheeky. Stupid, because they gave their money to someone else, and cheeky, because they then expected some return on it. [...]
Ehhh.


