Di Facebook, ne parlano tutti.
Io continuo a pensare che sia fonte di un sacco di spam.
E penso anche che mi faccia piacere mantenere un minimo di contatto con molte persone che son felice di sapere che stan bene.
Per il resto, ci si sopravvive.
Facebook ed il prigioniero.
Quel che mi chiedo è: è possibile che tutto il web sia fonte di assuefazione?
Ops. Mi sono accorto che non ho mai fatto un post riguardante il partizionamento/la formattazione su Linux.
E’ una cosa molto semplice ed essenziale, che tanto vale sapere.
Ci sono per altro milioni di guide sul web, quindi sarò breve.
La formattazione del disco (fisso o usb che sia) avviene essenzialmente in due passaggi: in primis è necessario partizionare il disco, poi si formatta l’area partizionata.
Il partizionamento io lo faccio da terminale con fdisk principalmente perchè la cosa è talmente semplice da non richiedere chissà quale GUI.
Facendo puntare fdisk ad un device (es.: #fdisk /dev/sdc ) si possono utilizzare i seguenti comandi:
- m per l’help
- p per stampare la partition table del device
- n per creare una nuova partizione (procedura guidata)
- d per cancellare una partizione presente
- w o q per terminare fdisk salvando o meno la nuova partition table
Partizionato il disco, è necessario formattare. Per formattare è necessario sapere che tipo di formattazione si vuole utilizzare, il che dipende dal tipo di sistema che vogliamo legga il filesystem del disco partizionato.
I filesystem delle box linux normalmente sono ext3, o reiser. Le chiavette puo’ essere una buona idea formattarle in vfat, visto che è un formato leggibile tanto da Linux quanto da Windows. Wikipedia fornisce diverse pagine di spiegazioni riguardanti i filesystem, liste e confronti fra i vari tipi.
Per formattare i dischi si usa mkfs, che crea i filesystem. Invece che avere delle flag da attivare, mkfs ha una serie di builders denominati mkfs.il_tipo_di_fs.
idrogeno:/media# mkfs [TAB]
mkfs mkfs.cramfs mkfs.ext3 mkfs.ext4dev mkfs.msdos
mkfs.bfs mkfs.ext2 mkfs.ext4 mkfs.minix mkfs.vfat
Dunque per formattare una chiavetta /dev/sdc in fat appena partizionata con fdisk dovremo digitare:
# mkfs.vfat /dev/sdc1
E il gioco è fatto.
Remember, remember the Fifth of November,
The Gunpowder Treason and Plot,
I can think of no reason
Why the Gunpowder Treason
Should ever be forgot.
E’ un periodo molto triste. Persone senza lavoro. Politicanti impegnati a far chissà che.
Niente di nuovo, insomma.
Oramai la cassa integrazione non è più un eccezione. I disoccupati fra gli amici non li conto più. Disperati.
I commercianti non vendono e giustamente whinano. (Ma non ho mai sentito un commerciante soddisfatto di quanto guadagnava, quindi non so esattamente quale sia il punto…)
Invece continuo a vedere dipendenti all’angolo – e da parecchio tempo.
I dipendenti sono fortunati ad avere un lavoro. Potrebbero non averlo… Già, ora più che mai.
Quindi una bella corda al collo la metterei…
Accetti di lavorare per 500 euro al mese? Sai, tira una brutta aria.
Accetti un contratto rinnovabile ogni 3 mesi? E’ il meglio che ti possiamo fare.
Ti va bene se, nonostante tu svolga un lavoro qualificato, ti concedo un contratto da impiegato/lavapiatti? Insomma, c’e’ tanta gente disperata là fuori che ha bisogno…
E Grillo sul suo blog sbrodola:
Io veramente non capisco più questi politici. A quale punto di esasperazione popolare vogliono arrivare. Riusciranno a trasformare gli italiani in conigli mannari. [...]
Non è che non sia d’accordo con l’osservazione, ma gli italiani dove sono? Noi dove siamo?
Il discorso alla tv che andrebbe fatto.
L’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole… sono prospettive.
Segnalo, per una serata a casa, due film: V for Vendetta e Idiocracy – già citati più volte in questo blog.
Remember, remember the Fifth of November…
Questo è.
It’s my life.
Canta Gloria Gaynor; una vocetta così.
I am what I am
I am my own special creation
So come take a look
Give me the hook
Or the ovation…
It’s my world
That I want to have a little pride
My world
And it’s not a place I have to hide in
Life’s not worth a dam
Till I can say
I am what I am…
I am what I am
I don’t want praise I don’t want pity
I bang my own drum
Some think it’s noise I think it’s pretty
And so what if I love each sparkle and each bangle
Why not see things from a different angle
Your life is a shame
Till you can shout out “I am what I am”
I am what I am
And what I am needs no excuses
I deal my own deck
Sometimes the aces sometimes the deuces
It’s one life and there’s no return and no deposit
One life so it’s time to open up your closet
Life’s not worth a dam till you can shout out
I am what I am
I am what I am
And what I am needs no excuses
I deal my own deck sometimes the aces sometimes the deuces
It’s one life and there’s no return and no deposit
One life so it’s time to open up your closet
Life’s not worth a dam till you can shout out
“I am what I am”
I am I am I am good
I am I am I am strong
I am I am I am worthy
I am I am I belong
I am
I am I am I am useful
I am I am I am true
I am I am somebody
I am as good as you
Yes I am
Coraggio, ce ne vuole!
Nota: Onore a MuccaPazza, che ha chiuso il suo blog-ristoratore con stile.
Quando uno è nerd è nerd. Dedica tempo e energie ad una passione.
E i risultati spesso si vedono.
(Questo lo dico io che son riuscito due volte su due a rendere una passione un lavoro, quindi insomma… un po’ di cognizione di causa l’avro’.
)
Fatto sta che al di là dell’utilità per il mondo o della sboronaggine, provo una ammirazione notevole per questo ragazzo toscano che è riuscito a fare una cosa che mi piace tantissimo: integrare elettronica, meccanica ed informatica per ottenere qualcosa di personale e fantascientifico (ora molto meno fanta).
Gli estimatori di supercar non hanno chance: devono clickare. Gli altri potranno soprattutto apprezzare, credo.
www.kittsupercar.com
Complimenti Marco.
Come già detto sto pistolando un po’ su AJAX – a tempo perso.
Sapete quelle robbe tipo…
function createXmlHttpRequestObject()
{
var xmlHttp;
try {
xmlHttp = new XMLHttpRequest();
} catch(e) {
var XmlHttpVersions = new Array(
“MSXML2.XMLHTTP.6.0″,
“MSXML2.XMLHTTP.5.0″,
“MSXML2.XMLHTTP.4.0″,
“MSXML2.XMLHTTP.3.0″,
“MSXML2.XMLHTTP”,
“Microsoft.XMLHTTP”);
for (var i=0; i
try {
xmlHttp = new ActiveXObject(XmlHttpVersions[i]);
} catch(e) {}
}
}
if (!xmlHttp)
alert("Errore durante la creazione dell'oggetto XMLHttpRequest.");
else
return xmlHttp;
}
Beh, insomma, ci si puo’ anche divertire, ma non se si perdono 2-3 ore a cercare di capire una cavolo di pagina che non funge perchè ho scritto innerHtml invece di innerHTML… sic.
Odio il CamelCase‘amento.
Dopo un tot di sbattimento per sistemare il server X 3D su kripton, ho ben deciso di provare anche Compiz per togliermi la voglia.
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Dopo un po’ di smanettamenti, ho trovato un’interfaccia un po’ più comoda per settare e capire Compiz: compizconfig-setting-manager.
Nel caso a qualcuno interessi.
Comunque…
- Una cosa sicura che Compiz fa, è realizzare vere trasparenze, il che è molto bello nel caso dei terminali (Edit -> Current profile -> Effects), ma non so quanto ne valga la pena.
- Con CTRL+ALT tenuti premuti assieme e clickando col mouse si fa girare il cubo.
- CTRL+ALT+freccia giu’ mi permette di vedere 3 facce del cubo come se fossero spiattellate (foto #2). Questa mi sembra potenzialmente utile permettendo di vedere cosa c’e’ a colpo d’occhio su tutti i desktop.
- CTRL+ALT+frecce laterali mi permette di switchare fra i vari desktop in maniera dinamica (se ci si aggiunge lo SHIFT sposta l’oggetto selezionato nei desktop accanto).
- Tenendo premuto il tasto speciale (nel mio caso la bandierina windowzozza) e girando la rotellina del mouse posso zoomare nella finestra.
- Ora se trascino gli oggetti fanno l’effetto gommoso assai fico, ma in realta’ alla lunga mi reca fastidio perchè l’adattamento delle finestre fra di loro e coi bordi dello schermo mi sembra meno preciso.
- ALT+TAB mi permette di accedere ad un’anteprima in barra (Mac style) interessante: questo è un effetto bello e volendo utile, ma mi ci devo ancora abituare.
- Avvicinandosi col mouse all’angolo alto e a destra del monitor, gli oggetti nel desktop si riordinano e normalizzano le dimensioni, e uno puo’ essere scelto col mouse in modo da portarlo in primo piano rispetto agli altri. Idem se uso SHIFT+ALT+freccia in alto.
Io l’ho trovato curioso, ma come moltissimi eye-candy… lascia il tempo che trova (dopo i primi 5 minuti di infuoco).
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