Ho finito di leggere la trilogia “La Rivolta di Atlante” di Ayn Rand.
Le info su di lei le trovate abbondanti nella wiki. Altre info sull’oggettivismo (la corrente filosofica nata dalle sue idee) qua.
La storia narra di un gruppo di personaggi che decide di “scioperare” negando ad un mondo sempre più rincitrullito le proprie idee ed il proprio sforzo.
Questi uomini di successo (da grandi industriali a volenterosi facchini) si “staccano” dal mondo mettendolo in ginocchio.
Ho trovato la filosofia che sorregge la trama (raziocinio uber alles) comprensibile, condivisibile e anche interessante (questi protagonisti umani sono supereroi all’atto pratico), ma l’idiozia dei “cattivi” si evolve in una maniera tale nei tre libri, da lasciarmi assolutamente esterrefatto.
La conclusione del romanzo è un inno all’autodistruzione talmente imbecille, che ha tolto ai miei occhi qualunque parvenza di verosimiglianza.
Il primo libro (Il tema) è molto brutale, terra-terra ed è riuscito a tenermi incollato nella sua tristezza drammatica.
Il secondo libro (L’uomo che apparteneva alla terra) porta alla luce tutta la filosofia accennata in precedenza, le chiavi di lettura e le posizioni dei personaggi. E’ il libro che m’è passato più in fretta, ma non il più ficcante.
Il terzo (L’atlantide) è stato insieme esaltante e una rottura di balle senza fine. Il capitolo 6 risolve la situazione di uno dei protagonisti del romanzo e dei comprimari a lui legati; per me il capitolo più bello, emozionante e struggente del libro. C’è tutto in quella trentina di pagine.
Poi arriva il capitolo 7. La Punizione. 77 pagine dove viene presentato un unico discorso di un unico personaggio che ribadisce per 77 volte la stessa cosa (per altro già spiegata in precedenza). La cosa più pallosa e trita che si potesse affrontare.
Suppongo si volesse tirare le fila della trilogia. Beh, lo fa. Ma che due cojons.
Ho sempre pensato che la mia riconosciuta logorrea fosse pessima. Beh, ora so anche quale effetto produrro’ quando raggiungero’ il limite.
A conti fatti, il romanzo m’è piaciuto abbastanza. Se volete leggere qualcosa di coerente e inflessibile fino a farvi venire l’orticaria, potrete trovare nella trama della Rand pane per i vostri denti.
Di recente sto scoprendo un sacco di cose interessanti:
- c’è chi, ricevuta una mail da parte della propria banca che proclama la vittoria di 200 euro – scritta in un italiano stentato, of course – pigia sui link della mail e arriva ad un sito tipo www.freeasdporegreasd.com/asfdoirjhr[snip]?s=1231243 e non sospetta che ci sia una bufala dietro;
- c’è chi, nel 2009, deve ancora capire che i documenti .doc non mantengono chissà quale formattazione e per questo servono i pdf (che non sono tutti uguali comunque, ma sono un po’ mejo);
- c’è chi non crede che se un documento sul server non c’è più ma si continua a vederlo, forse e’ giunto il momento di aggiornare la pagina;
… e ovviamente, s’incazza pure.
Come questo qua.
Ph34r.
Ieri ho visto “I love Radio Rock“.
Il cast è spettacolare e rende i personaggi in maniera esagerata.
La scena coi dischi che fluttuano nell’acqua è magnifica.
(Il film non ha fatto altro che confermare l’apprezzamento smodato che ho di questi 3… Bill Nighy, Philip Seymour Hoffman, Nick Frost.)
Sono ancora alla ricerca di idee su “modi decenti” per uploadare immagini su di un sito.
L’idea è prendere i file con un form di upload, analizzarli e caricarli nel sistema. Poi metterli nel db, creare l’immagine delle dimensioni giuste e il thumb, poi linkarli quando vengono richiesti.
Le immagini vengono passate nel fs grazie a tempnam(), trasformate con le lib php di imagemagick in formato jpeg, e servite da apache come image/jpeg forzatamente (con ForceType sulla <Directory>).
Per ora non mi vengono idee migliori. Accetto consigli, nel caso.
Ne approfitto per linkare una paginetta semplice semplice di tutorial riguardo le lib php Imagick, visto che non hanno documentazione.
Sarà vero? Sarà falso?
L’Indipendent la dipinge così: The last days of the court of King Silvio.
Conio per l’occasione un tag: potrebbe essere tuo nonno.
C’è poco da fare: ci sono mestieri – antichi come il mondo, si dice – (molto) più retribuiti di altri.
Bastava muovere le chiappe.
Che pizza scrivere il codice su wordpress… Ispirato da Apne (che ha sempre più voglia di me per trovare ‘ste cose) ho trovato un plugin che pare fare al caso mio.
Si, graficamente non c’entra ‘na fava, ma chissene (per ora).
Esempio:
return 0;
}
Plugin: codesnippet
Sitozzo: hackerforhire.org
Per ora buono così.
-.-'
Se entro nel tunnel dei plugins di wordpress, è finita.
Un articolo molto bello ed estremamente lungo sul web2.0 (di fine 2005), ma soprattutto sullo sviluppo di un tale modello.
E’ lunghissimo, ma mi è piaciuto e ne volevo tenere traccia.
What Is Web 2.0
Traduzione in italiano.