Venerdì, guardando una rivista di moto per caso, vedo una sagoma di una motocicletta sboronissima in una foto piccolina.
“Guarda un po’ com’è compatta…” che strana. Belloccia comunque. Tamarra alla grande.
Poi, guarda un po’, è della Buell (wiki). La Buell mi ha sempre incuriosito: motorazzi grossi, telaio “semplice”, un bel rumore profondo.
(Non per niente l’anno scorso seguivo l’uscita della nuova Monster con un occhio di riguardo.)
Venerdì sera mi comincio a guardare le foto… “Madonna, guarda le punte sui radiatori.” Aggressiva. “Quanto è larga, chissà quanto pesa…”
Sabato mattina, altre foto più recensioni. Sportiva blablabla. Comportamento in pista blablabla. Leggera (170 Kg a secco), maneggevole, potenza (oltre 140 cavalli).
E pensare che io manco pensavo di superare i 600 cc quando l’anno scorso stavo puntando ad una stradale, e di sicuro avevo messo le sportive in un cassetto.
Sabato pomeriggio ore 15:30 sono dal concessionario Harley-Davidson.
Sta cosa è compatta, vicina a terra, col muso ancora più basso di quello che mi aspettavo (imho, il fanale illumina la parte inferiore della ruota), le punte sono ancora più prominenti, nera come la pece, larga come una porta, tamugna come un raviolo noci e gorgonzola in salsa di tartufo.
Vabbè, cervello partito. Occhio lesso. Bava a terra.
Meglio che mi calmo, e ci penso su un pochetto – non è proprio un giochino.

E ovviamente, in nero E’ la moto di Batman.
Vroooooooooom.
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