Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un’intervista a Barbareschi che sicuramente molti conosceranno già.

Il succo è che il pover’uomo non percepisce abbastanza, e gli tocca integrare con lavoretti extra. Dal mio punto di vista il tutto sarebbe perfetto se non fosse che c’è una questione anche di tempi da rispettare. A quanto pare però a Roma non si pongono questo problema, e le presenze non sono necessarie per percepire lo stipendio.

Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?
B: “Beh, non capisco la domanda: ho oltre l’80% di presenze”
Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%…
B: “Ah si. Vabbè, è quasi la metà. E’ la stessa cosa”.
Non proprio…
B: “Senta, io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci parliamo, n.d.r.). Dormo quattro ore a notte, sono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro”.
[...]
Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po’ più di attenzione?
B: “Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico”
Ma sono circa 23.000mila euro lordi al mese, più tutti i benefit…
B: “E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente”

Poco male.
In seguito mi sono imbattuto in 2 articoli del Corriere (Se a Barbareschi non basta lo stipendio e La replica del deputato-attore al Corriere ) che perseverano sul punto.
E qui mi sono stupito. Non tanto per le presenze, la faccia di bronzo, ecc. ma per questo tipo di malaffare che si intravede dal commento di Stella e su cui giustamente il giornalista si interroga.

Ma che mi rinfacci di aver riportato una frase uscita su un altro giornale che poi lui stesso ha ribadito («tolte tutte le spese, i collaboratori messi in regola e così via, non è che lo stipendio di parlamentare mi basti») in una sua telefonata a me martedì pomeriggio è curioso. Si chiederà il lettore: come mai Barbareschi ha telefonato a Stella mentre scriveva la rubrica su di lui? La curiosità è anche mia. Anzi, giriamola a Gianfranco Fini: come mai la mia richiesta di informazioni sulle presenze in commissione dell’onorevole Barbareschi rivolta all’ufficio stampa della Camera (dove stanno dipendenti pubblici pagati con soldi pubblici e tenuti a dare informazioni pubbliche) non solo è rimasta senza risposta («i dati non ci sono») ma è magicamente arrivata nel giro di tre minuti alle orecchie dell’attore-deputato?

Di tutte le polemiche esagerate che Grillo ha fatto, credo che quella sui politici = dipendenti pubblici rimanga una delle più giuste e sui quali manca più consapevolezza.



2 Comments to “Barbari e barbareschi”


  1. GiacomoL — 7 November 2009 @ 9:58 am

    Al momento c’è una magagna simile in UK.

    Li capisco: le disparita’ economiche negli ultimi 30 anni sono esplose, si sentono sottopagati rispetto ai ricchi, e agiscono di conseguenza. Si attacca il sintomo ma non le cause, come al solito.

    Ci sono solo due motivi per cui lo stipendio da parlamentare dovrebbe essere alto: per attirare le migliori intelligenze e per ridurre il tasso di corruzione. Vedendo i moderni politici all’opera, direi che il meccanismo non funziona, per cui si potrebbe pagarli in noccioline e risparmiare.

  2. Spinoza — 7 November 2009 @ 11:13 am

    Mi ribolle il sangue ogni volta che leggo una cosa del genere. Brunetta i fannulloni dovrebbe andarseli a guardare in casa…



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