Mi e’ arrivata una mail che fa così:
Illustre Professore,
La ringrazio vivamente [...]
Dell’illustre non me l’aveva ancora dato nessuno e come se non bastasse, non sono manco dottore o professore.
Fatto sta che l’estrema formalità mi ha lasciato perplesso.
In primis, mi chiedo se sia necessario inviare una mail ad una persona che non conosco con tutti questi titoli e soprattutto queste maiuscole (che secondo me indicano una deferenza esagerata).
Personalmente faccio una certa distinzione fra i titoli di merito e quelli di ruolo.
Comunque, più importante, ho notato un uso smodato di maiuscole. Mi indispettisce: pare di stare fra i sostantivi tedeschi. Eccheccavolo.
Cerchicchiando in giro ho trovato questo articolo che penso che chiarisca il punto.
A meno che il titolo non sia usato come sinonimo per la persona in un contesto estremamente azzeccato, io continuerò serenamente ad usare le minuscole anche per i titoli più roboanti (come presidente o ministro).
Nel caso invece decida di adulare in maniera smodata, passerò al CamelCase ovviamente.
Alla luce di tutto questo quindi, io mi sarei accontentato di un incipt del genere:
“Esimio AmministratoreDiSistema,
la ringraziamo vivamente [...]”
2 Comments to “Ma anche meno”
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Boh, pensala in termini di costi-benefici. Se mando una lettera piena di titoloni, non mi costa niente, se il ricevitore della mail è uno che ci tiene, avrò fatto una bella figura, se non ci tiene, avrò suscitato tenerezza o vago fastidio ma niente più.
Se invece la scrivo piatta piatta: se il ricevitore tiene ai titoli, si indispettirà e non ti risponderà nemmeno. Se non ci tiene, amen, non se ne accorgerà nemmeno.
In soldoni: conviene di più esagerare…
Riconosco la praticità della cosa.
Non l’intelligenza nel comportamento altrui.