Diario del capitano,
9 dicembre. Ore 3:35.
Miami Beach

Finalmente abbiamo dormito un po’. La sveglia delle 3:30 (ora bolognese) di martedì non è che sia una cosa da ripetere spesso (specialmente quando le valigie le concludi a mezzanotte del giorno prima).
Comunque, 3:30 sveglia, 4:15 aeroporto, 6:15 partenza per Francoforte, 7:50 arrivo in Germania, 9:55 ripartenza per Miami e alle 20:05 (ora bolognese) arrivo a Miami. Dove in realtà erano le 14:05 (-6 ore di fuso).
Abbiamo tirato dritto fino alle 20:30, ma poi siamo collassati.

Non per niente ora sono sveglio, ed è poco dopo le 3 am.

Il noleggio auto ieri ci ha rifilato ciò che per loro è una compact (una Kia Rio che dal mio punto di vista è grande come una berlina – riconosco comunque che tutti gli altri in strada erano più grossi di noi).
Ho guidato fino all’hotel col cambio automatico: in pratica basta dimenticarsi di poter cambiare, e imparare a dosare il freno (non è male, stavo quasi pensando fosse comodo, poi mi sono trovato nella situazione di dover avere più ripresa – es: un sorpasso – e lì è finito l’idillio fra me ed il cambio automatico).

Cosa interessante: speravo che l’hotel avesse il suo parcheggio gratis, invece son 25$ a notte; per tutta Miami e Miami Beach i parcheggi si pagano, e cari (1.25 – 1.50 $ all’ora).

Il clima è tropicale-torrido (20-25 gradi), alla faccia di Bologna (questo mi ricorda un post di Spino dopo-Japan) ma si sta benone e mi rammenta quanto io sia stato pirla a prendere quei 2-3 vestiti “pesanti”.

Ieri sera abbiamo cenato in un locale all’aperto sull’Atlantico e si stava al tiepido: speravo in un hamburger, ma la sera sulla costa i ristoratori fanno i ganzi italians con Pork chop with Marsala “Lorenzo” and mushrooms e altre amenità – il piatto non era male ma costoso e servito in vassoietti di plastica).
Sadness.



1 Comment to “Florida”


  1. Spinoza — 12 December 2009 @ 2:24 pm

    Sorry per il commento da me sul fatto che anche dall’America posti “le solite cagate”. Non avevo letto questa, finalmente qualcosa per cui vale la pena spendere per il mio abbonamento al tuo blog. Che peraltro è gratis. Comunque.

    Bravi cari che ve la spassate al sole. Io sono dai miei nelle Marche e il termometro si rifiuta perfino di funzionare.

    Per quel che riguarda l’umidità, bè, sì in Japan era davvero tremenda… Miami ha come svantaggio l’estrema meridionalità (25 gradi N contro i 33 di Matsuyama)… ma in Giappone c’erano i monsoooooniiiiii!!!!



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