Diario del capitano,
9 dicembre. Ore 23:35.
Miami Beach
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Stamane ho visto l’alba sull’oceano da Miami Beach, e anche se c’era un bel nuvolone ad oscurare l’orizzonte, l’effetto rimaneva notevole – la camera ha vista verso est, fra palme e piscina si vede la spiaggia e l’oceano; non male.
La spiaggia di Miami Beach è veramente bella: larga diverse decine di metri, separata dalla parte cittadina da Ocean Drive (la via semi-pedonale fighetta) e da una zona erbosa con pure gli scoiattoli (“Squirrel!” cit. Up) che camminano al fianco dei passanti, sabbia bianca e torretta alla Baywatch rosa, per non parlare degli sfondi coi grattacieli.
Giusto per farmi capire: Miami è una città molto grande, sulla costa c’è una zona collegata da ponti con “il continente” che è un’altra municipalità che è Miami Beach (ed è la riviera con hotel e locali serali), e la parte sud di M.B. è la parte più “in”.
Una cosa caruccia che abbiamo trovato a Miami Beach è un locale ricavato da una sorta di carrozza ferroviaria che si chiama Diners: sedili in pelle, carrozzeria lucente, e uova & bacon da paura (buonissime): se passate di qua, fateci un salto e mangiatevi le loro uova!
Comunque, oggi abbiamo visto un bel po’ di cose: il quartiere cubano, l’Holocaust memorial, qualche negozio in Lincoln Street (robba firmata in via pedonale), l’Hard Rock Cafè e lo stadio degli Heat.
Infine abbiamo cenato molto bene in un locale haitiano (il Tap tap a M.Beach): economico e particolare; io ho preso un interessante piatto di gamberi e salsa di cocco (fatta con latte, latte di cocco, peperoni tritati e non so cos’altro), mentre la mujera si è beccata un pesciolino da niente – di cui è rimasta soddisfatta. ![]()
Abbiamo una diapositiva.

1 Comment to “Miami Beach”
Write a comment
You need tologin.




Ho capito che siete in viaggio di nozze, ma “la mujera si è beccata un pesciolino da niente, di cui è rimasta soddisfatta” si presta a numerose interpretazioni…