Diario del capitano,
11 dicembre. Ore 23:10.
Florida Keys

Prima tappa di oggi: il Seaquarium di Miami – un piccolo parco divertimenti per vedere pesci e affini creato soprattutto per “educare” – e la cosa si è vista, essendo pieno di scolaresche fino all’orlo (delle vasche).
A parte gli squali affamati, abbiamo avuto modo di ammirare tre-quattro show con delfini, foche e orche assassine.

I delfini hanno una propulsione “a pesce” notevolissima: saltavano fuori dall’acqua per diversi metri… mai vista una cosa così.
Le foche sono state bellissime e non credevo fossero così addomesticabili.
Infine l’orca merita una menzione d’onore vista la mole, i salti, e le annaffiate che ha fatto ai bambini urlanti seduti in prima fila. :) (Immaginatevi il caos che fanno 60-80 bambini che vedono dei pesci fare evoluzioni – ecco, non ci siete andati vicini.)

Da un lato questi animali mi fanno pena – li vedo come selvatici in gabbia, ecc. – però lo spettacolo è stato molto gradevole e mi sono chiesto se anche questo non faccia parte dell’iter per addomesticare una specie: un tempo anche cani e cavalli erano selvatici…

Ah, al Seaquarium ho avuto modo di vedere dal vivo anche i manati (aka dugonghi) – in pratica delle foche da 1 quintale e più non aggressive.

Nel primo pomeriggio siamo partiti alla volta di Key West, l’ultima delle isole Keys – un arcipelago che si allunga dalla punta meridionale della Florida (un po’ come tante sicilie che si allungano dalla Calabria in sequenza).
230 chilometri di auto con in mezzo un acquazzone che mi ha fatto riflettere attentamente alla situazione uragani. O_o
Comunque le Keys sono proprio un gran posto: una serie di isole (di origine corallina) collegate da una striscia di asfalto e ponti utile per raggiungerne la punta più meridionale anche in auto.
(La prima foto di questo post ritrae l’ultimo ponte di ben 7 miglia e passa.)

Il clima è ancora più temperato che a Miami Beach e le case sembrano quelle di legno e vetro vittoriane che si vedono nei film sulla Guerra di Secessione. Molto carine, ma decisamente inquietanti (stile “Intervista col Vampiro”),

Nonostante il temporale tropicale, siamo giunti sani e salvi a Key West, ed è risultato un posto splendido (si capisce che mi è piaciuto?): sarà che è venerdì sera e c’è un po’ d’arietta fresca, ma la città è piena di pub e negozi aperti, gente che cammina per le strade (Miami Beach era troppo grande perchè non si girasse in auto), motorini e motociclette (Harley, of course).

Il locale Thai Cuisine (513 Greene Street) si è rivelato dal mio punto di vista il migliore fornitore di cibo dei primi 4 giorni di vacanza in US. :)

Questo è veramente un bel posto.



2 Comments to “Seaquarium”


  1. Spinoza — 15 December 2009 @ 11:19 am

    Vergogna, bestia! Delfini foche orche e manati sono mammiferi, non pesci.
    Tsk. Due minuti in America e già sei diventato ignorante come loro…

  2. Simotrone — 29 December 2009 @ 12:21 am

    Ci hai ragione, ma pure Hemingway si incasinò coi delfini.
    E poi il mio riferimento era “pescioso”, non di specie: in acqua ci stanno esseri pesciosi che nuotano. :-P



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