Peccato che gli e3pc prima generazione con Linux e dischi fissi a stato solido non siano andati. A me parevano una gran cosa, ma a quanto pare il mercato si è orientato su altro.

La nuova generazione di cpu ATOM al posto dei Celeron, hdd iper-capienti e schermi da 10″; io trovo che per girovagare sia comodo avere schermi anche più piccoli e che dischi solidi da 20 giga siano fantastici (si, i 4 del primo modello erano pochi – ma avevo ovviato con schede SD e qualche chiavetta usb sempre con me).
Altra cosa su cui sto riflettendo sono le batterie: ovvio che un portatile debba avere autonomia, ma ho visto le nuove batterie a 6 celle e sono sicuramente ingombranti e pesanti; non sono sicuramente “il problema”, ma la comodità di stare sotto il Kg di peso richiede batterie da 3-4 celle.

Comunque, dicevo, giustamente anche ASUS si è adattata al mercato, ma così io non trovo più quello che riterrei “comodo” per me… dunque meglio ravanare fra le cose vecchie dei magazzini e raccattare qualche vecchio netbook a cifre ribassate (e3pc 900 a meno di 200 euro).

Onestamente il 700 era più carino, disegnato meglio dal lato estetico – inoltre il 900 mantiene la stessa tastiera che è una croce per chiunque (ma io mi sono allegramente adattato le volte che sono stato in giro – posso scrivere con una mano sola. :-) peccato per i tasti del minore e maggiore che invece sono scomodissimi).
Le fichezze in più sono: più schermo (9 pollici), più RAM (1 giga), un lettore SSD che mi pare migliore, e più spazio in /, che un po’ mi serviva – nel vecchio avevo installato java e fatto compilare kernel in memorie esterne… non proprio comodissimo e rapidissimo.
Il vecchio 700 potrebbe diventare un ottimo server casalingo silenziossissimo… L’idea mi piace molto – vedremo.

Ammesso che lo Xandros sul 900 verrà brasato presto, ho intenzione di muovermi un po’ diversamente che in precedenza; così lascio qualche traccia.

Permessi di root

Diventare root su Xandros è molto semplice: tab “Lavoro” -> File Manager -> Strumenti > Apri finestra Console (Ctrl+T). Digitare sudo bash, e quel pirla di OS permette di diventare root: passwd da root su root e il gioco è fatto.

Il BIOS

Ho flashato il BIOS prendendo da qui il 1006; una pena esagerata, ma alla fine ce l’ho fatta. Prendete una chiavetta usb da 1 giga (dove non avete niente su) e formattate il fs.

# mkfs.msdos -F 16 -I /dev/sdf

Scaricate il BIOS nuovo dal sito, copiate lo zip sulla chiavetta, aprite l’archivio, estraete la ROM, e… cambiate nome al file: l’EZ-Flash dell’asus non è ancora così furbo come quelli nuovi, e cerca un file specifico che si chiami 900.ROM. Se cambiate il nome del file ora, fate prima.
Prendete l’e3pc, lo avviate (se partono le schermate grafiche dovete andare nel bios all’avvio [F2] e disattivare le opzioni di avvio rapido e silenzioso – in modo da avere più tempo e vedere a che punto è l’avvio della macchina), aspettate le prime scritte, poi pigiate Alt+F2: a quel punto dovreste leggere qualcosa sul flashing del bios, e la ricerca di drive USB. Inserite la chiavetta con la ROM. Se va tutto bene, la trova, la legge, se la scrive, cancella il vecchio e installa il nuovo. Compaiono delle scritte sullo schermo MENTRE fa. Se si blocca scrivendo ‘Reading file “900.ROM”‘ e sta fermo per diversi secondi, non sta trovando il file, quindi meglio riavviare (si tenga conto che riavviare il pc mentre il BIOS sta caricando la ROM, è invece pericolosissimo e probabilmente renderà il pc inutilizzabile).
Nota: la cosa di per sè è semplice, ma spesso c’è da smadonnare perchè sono procedure molto “grezze”: ho dovuto cambiare 3 chiavette, formattarle in diversi modi (con e senza partizioni), prima di vedere andare liscia la flash’ata.

La struttura del filesystem

L’e3pc ha due dischi a stato solido, uno da 4 Giga e l’altro da 16. Non c’è swap.

$ cat /proc/partitions
major minor  #blocks  name

   8        0    3940272 sda
   8        1    2409718 sda1
   8        2    1510110 sda2
   8        3       8032 sda3
   8        4       8032 sda4
   8       16   15761088 sdb
   8       17   15759733 sdb1

La home dell’utente è puntata su sdb1, e la root di sistema (/) su sda1. E il resto?
/dev/sda2 contiene dei file di configurazioni di sistema – se ho capito bene da qui (la spiegazione mi pare ragionevole, non ho indagato), la logica è semplice: gli aggiornamenti e altre modifiche vanno a scrivere “cose” in sda2, sovrapponendosi in lettura a ciò che è scritto in sda1; se per qualche ragione qualcosa si rompe, lo strumento di ripristino cancella le configurazioni sbagliate su sda2, e si torna alle originali su sda1.
La sostanza, è che a me interessa portarmi a casa sda1 per vedere com’è fatto (lo copierò su idrogeno), e poi brasare tutto e avere tanto spazio libero come feci sull’e3pc 700. Il comando magico (occhio, dd è un po’ pericoloso) dall’e3pc è:

# dd if=/dev/sda1 | ssh sim@idrogeno "dd of=/home/sim/storage/e3pc-900.img"

L’immagine di sda1 verrà trasmessa via ssh nell’output file indicato.

Risolto anche questo, sono potuto passare all’installazione del nuovo OS. :-)




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