The murder of Lehman Brothers
An insider’s look at the global meltdown
di Joseph Tibman
pp. 235
Editore Brick Tower Press
Anno 2009

The murder of Lehman Brothers

Un articolo-intervista all’autore: La fine di Lehman Brothers: la testimonianza di un Senior Investment

Fiat sta acquistando altre aziende, e alcuni gridano al miracolo italiano che si spande.
E’ indubbio che per ora l’ingessato sistema bancario italiano regga meglio dei più speculativi e finanziari rispettivi anglosassoni.
Non so se ci sia da festeggiarne, poiché ritengo che le realtà dinamiche abbiano pro e contro (esattamente come quelle ingessate), ma è indubbio che sui soldi è meglio stare “coperti”.

Detto questo, stranamente il mio orgoglio patrio non è “a palla”.
E’ vero che da inizio anno le azioni Fiat siano passate da 3.5 agli attuali quasi 8 nocciole, e quell’aumento è legato alla fiducia che gli investitori hanno. (Ok ok, il “Massimo anno precedente” è 18.03… ma questo è irrilevante. :-P )
Il problema a mio avviso è che FIAT non ha (ancora) fatto niente per meritarla, la fiducia. Nulla di nulla. Sta solo acquistando. E la gente gli va dietro, dando fiducia più ad una speranza che ad un progetto reale. Che Marchionne sia un gran ficco, lo si sapeva.
Ma io rimango dubbioso.

E mi fa piacere vedere, in effetti, che il dubbio non è solo mio.

Il Sole 24 Ore di oggi titola:

Lehman tornerà in borsa

[Il liquidatore-risanatore Brian Marsal] siede letteralmente sui 651 miliardi di dollari di asset finiti in bancarotta. [...] Ma Lehman [...] non è morta: rinascerà. Come una “asset management company” dotata dai 25 ai 30 miliardi di dollari di portafoglio.
“[...] per metà del settembre 2009, la nuova Lehman potrà tornare in attività e essere perfino riquotata.

Che bazza.

Fantastico Brunetta.
Brunetta: «Basta lamenti, in Italia i migliori ammortizzatori sociali»

Brunetta: «[...]Ed è proprio nei momenti di difficoltà come questo che il mercato del lavoro italiano dà il meglio di sé».
Giornalista: Adesso, che i precari sono esposti al vento della crisi?
B.: «Mi rendo conto di andare controcorrente. Ma, nella realtà, nessuno è lasciato fuori. Vediamo il quadro generale. In Italia lavorano in 22 milioni. Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po’ sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari».
G.: Del sommerso c’è poco da rallegrarsi, non crede?
B.: «Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido “viva il sommerso”. Prendo atto della realtà».

Attenzione gente, il sommerso è una scelta sociale implicita! Il lavoratore rinuncia a tutele e garanzie per portare qualche soldo a casa, col nero.
E un ministro della Repubblica afferma che in tempo di crisi questo rappresenta un grande ammortizzatore sociale.
Non male.

Sul resto si può concordare o meno, ma che il nero sia una scelta sociale implicita per contrastare la crisi… Ma vaffa.

Prima dicono che l’Italia è a rischio Argentina (e ok, il sospetto c’era gia’ chi l’aveva), poi smentiscono.
Infine dicono:
Tremonti: “Comprate Bot e Cct”.
Ok, io ufficialmente me la faccio addosso.
Brutta cosa i risparmi. :-(

PS: Qualcuno potrebbe dire a Berlusconi che se la gente non spende non è necessariamente per pessimismo, ma anche perche’ non ne ha come lui… please.

Un articolozzo che puo’ essere interessante: Lachman: «Italia sulla scia dell’Argentina».
Mi è piaciuto pure questo su Ilaria D’Amico ed il Berlusca: non so se sia tutta fantasia, ma l’idea che il Cav. tema di piu’ una trasmissione calcistica del parlamento e le piazze mi sembra plausibile. Come potrebbe delegittimare lo strumento che gli ha portato consensi da sempre? :)

Sono arrivato quasi per caso a questo articolo del 2003.

The great 19th-century German banker Carl Furstenberg liked to remark that his customers were stupid and cheeky. Stupid, because they gave their money to someone else, and cheeky, because they then expected some return on it. [...]

Ehhh.

Sul sito Alitalia è possibile trovare un interessante (?) Yearbook 2002/2003 in pdf dove i dipendenti della compagnia aerea vengono conteggiati come segue:

La squadra del gruppo alitalia (p.17)

2001 2002

Dirigenti 202 175
Quadri ed impiegati 10669 10227
Operai 4747 4778
Piloti 2364 2408
Tecnici di volo 113 83
Assistenti di volo 4853 4865

Totale 22948 22536

Gli articoli su Lehman (uno, due) parlano di una cifra similare, ma volendo qualcosa di più.

Al di là dei numeri, comunque paragonabili, riflettevo sulla rapidità delle operazioni.
Chissà che cosa ci aspettiamo di ottenere, in Italia, allungando sempre il brodo.

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