Il Sole 24 Ore di oggi titola:

Lehman tornerà in borsa

[Il liquidatore-risanatore Brian Marsal] siede letteralmente sui 651 miliardi di dollari di asset finiti in bancarotta. [...] Ma Lehman [...] non è morta: rinascerà. Come una “asset management company” dotata dai 25 ai 30 miliardi di dollari di portafoglio.
“[...] per metà del settembre 2009, la nuova Lehman potrà tornare in attività e essere perfino riquotata.

Che bazza.

Fantastico Brunetta.
Brunetta: «Basta lamenti, in Italia i migliori ammortizzatori sociali»

Brunetta: «[...]Ed è proprio nei momenti di difficoltà come questo che il mercato del lavoro italiano dà il meglio di sé».
Giornalista: Adesso, che i precari sono esposti al vento della crisi?
B.: «Mi rendo conto di andare controcorrente. Ma, nella realtà, nessuno è lasciato fuori. Vediamo il quadro generale. In Italia lavorano in 22 milioni. Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po’ sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari».
G.: Del sommerso c’è poco da rallegrarsi, non crede?
B.: «Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido “viva il sommerso”. Prendo atto della realtà».

Attenzione gente, il sommerso è una scelta sociale implicita! Il lavoratore rinuncia a tutele e garanzie per portare qualche soldo a casa, col nero.
E un ministro della Repubblica afferma che in tempo di crisi questo rappresenta un grande ammortizzatore sociale.
Non male.

Sul resto si può concordare o meno, ma che il nero sia una scelta sociale implicita per contrastare la crisi… Ma vaffa.

Prima dicono che l’Italia è a rischio Argentina (e ok, il sospetto c’era gia’ chi l’aveva), poi smentiscono.
Infine dicono:
Tremonti: “Comprate Bot e Cct”.
Ok, io ufficialmente me la faccio addosso.
Brutta cosa i risparmi. :-(

PS: Qualcuno potrebbe dire a Berlusconi che se la gente non spende non è necessariamente per pessimismo, ma anche perche’ non ne ha come lui… please.

Un articolozzo che puo’ essere interessante: Lachman: «Italia sulla scia dell’Argentina».
Mi è piaciuto pure questo su Ilaria D’Amico ed il Berlusca: non so se sia tutta fantasia, ma l’idea che il Cav. tema di piu’ una trasmissione calcistica del parlamento e le piazze mi sembra plausibile. Come potrebbe delegittimare lo strumento che gli ha portato consensi da sempre? :)

Sono arrivato quasi per caso a questo articolo del 2003.

The great 19th-century German banker Carl Furstenberg liked to remark that his customers were stupid and cheeky. Stupid, because they gave their money to someone else, and cheeky, because they then expected some return on it. [...]

Ehhh.

Sul sito Alitalia è possibile trovare un interessante (?) Yearbook 2002/2003 in pdf dove i dipendenti della compagnia aerea vengono conteggiati come segue:

La squadra del gruppo alitalia (p.17)

2001 2002

Dirigenti 202 175
Quadri ed impiegati 10669 10227
Operai 4747 4778
Piloti 2364 2408
Tecnici di volo 113 83
Assistenti di volo 4853 4865

Totale 22948 22536

Gli articoli su Lehman (uno, due) parlano di una cifra similare, ma volendo qualcosa di più.

Al di là dei numeri, comunque paragonabili, riflettevo sulla rapidità delle operazioni.
Chissà che cosa ci aspettiamo di ottenere, in Italia, allungando sempre il brodo.

Lehman brothersHo tante cose che mi passano per la testa da mercoledì, da quando ho letto che Leham Brothers navigava in cattive acque causa rifiuto di acquisizione di alcuni valori da parte di una banca coreana.

Sinceramente ho anche voglia a livello personale di occuparmi di altro, ma la domanda è: come fa un’azienda capace e valida a crollare in 3-4 giorni? Se i bilanci sono in rosso i caxxi sono motivatissimi – e lo si sarebbe scoperto a breve – ma sembra strano che un istituto di pregio di livello internazionale abbia tali problemi. In effetti si parla di un debito intorno ai 600 miliardi di dollari, ma ho sentito parlare di controvalori comunque molto alti (560-580 miliardi), quindi il problema non era legato alla solvenza (almeno prima che le azioni raggiungessero lo zero che valgono ora) – non per niente stavano operando, anche se colpevolmente in ritardo.

Insomma, il punto su cui il mio cervello s’è grippato: com’è possibile che ci siano aziende di rating secondo cui la Lehman fino a venerdì valeva A invece che Z e ora è carta straccia senza avere bilanci falsati (per ora per lo meno)? Com’è possibile che un creditore abbia contratto un prestito con una banca di quel livello con una percentuale di interessi infima causa stabilità e scopra di aver un bond che meritava meno fiducia di quelli dati all’Argentina? Come mai il credit rating non è stato ritoccato al ribasso? Dov’è l’associazione Patti Chiari con 100 e passa banche associate per la tutela di non so chi?

Le conseguenze dal mio punto di vista sono più serie del possibile fallimento di un’ottima azienda.
Dove si va senza finanziamenti?

15 sett 2008 – La Lehman Broth. annuncia il Chapter 11.

Nota: Of course, ritengo che Berlusca dica le solite caxxate.

In molti sanno cos’è il debito pubblico: esiste in tutti gli stati.
Gli stati emettono titoli (buoni del tesoro) che sono promesse di pagamento: i cittadini li comprano, diventano creditori dello stato, e ricevono degli interessi ad una scadenza prefissata.
Quale debitore più affidabile di uno stato? Un’azienda può fallire, ma uno stato… sembrerebbe quasi impossibile… (Argentina docet.)

Ovviamente gli interessi dei buoni del tesoro riflettono (grosso modo) la fiducia del mercato globale nei confronti dello stato debitore (rischio di insolvibilità alto proporzionale agli interessi ).
Un indicatore fondamentale è il PIL, cioè -in soldoni- quanta ricchezza produce quello stato in un anno.
Ovviamente, il tutto dipende dal rapporto fra PIL e debito: se il PIL è abbastanza alto, si può supporre che lo stato non diventerà insolvente.

L’Italia ha un debito superiore al 100% del PIL, si suppone intorno al 105% (Rapporto debito/PIL 2007, Sole24Ore), ma in effetti gli interessi sui BOT sono bassi – sarà che il mercato ritiene il paese in grado di pagare i suoi debiti.
(Indicativamente, un debito pari al 60 % del prodotto interno lordo indica uno Stato che probabilmente è in grado di pagare i debiti.)

La domanda vera è: quanto è giustificata la certezza che uno stato sia “fidato” nel pagamento?
Poco. A maggior ragione perchè i dati sul debito pubblico spesso sono mascherati.

Ad esempio, i fondi accantonati per le pensioni (quindi a più di 30 anni) è risaputo, non ci sono; in teoria dovrebbero esistere, ma in sostanza vengono creati mentre le nuove generazioni lavorano, quindi non esistono attualmente; la promessa della pensione (un altro “pagherò” dello stato), specialmente per i nuovi lavoratori, sembra quindi a vuoto.

Insomma, ci sono dei buchi notevoli, e non si capisce come si possano ripianare.

Riferimento storico: 1920, La repubblica di Weimar.

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