Se era per me maneggiavo al più lo scarto quadratico medio, ma avendo un cugino statisticamente ganzo, ho un altro paio di idee su cui frullarmi il cervello.
Grazie cuginetto!
(Leggere ad alta voce con tono nasale.)
Se anche TU hai i maroni devastati dai Desktop Environment (o Window Manager) che usi sul pc e navighi il web alla ricerca di alternative…
Se sono 48 ore che le stai provando tutte, ma proprio tutte, per evitare che lo schermo del tuo laptop diventi nero e non ti faccia più fare nulla che non sia riavviare il pc col pulsantino…
Se guardi febbrilmente /proc e confronti con diff gli output di ps per capire dove e come il kernel nasconda le sue segrete interazioni col monitor…
Se cominci a pensare di buttare via tutto perchè non ti pare possibile che “quello” si spenga e non ti ridia più il controllo neanche dopo che hai disattivato tutte le impostazioni di screensaver e simili…
…
Forse è il caso che pigi il tasto relativo l’illuminazione del monitor. Magari il “segreto” sta tutto lì.
Pare che ci sia una mostra spettacolare sull’astronomia e la fisica delle particelle a Roma (iniziata questo ottobre e che finirà il 14 di febbraio 2010).
La prima pagina del sito in flash è a parere mio da sacrificio sull’altare degli sviluppatori (sembra di giocare a Star Wars della LucasArts), ciò nonostante il sito più o meno “umano” comincia da qua (http://www.astrieparticelle.it/it/informazioni-mostra/informazioni.html) e poi si naviga con un menu qualunque.
Io credo di aver visto una cosa del genere qualche anno fa, in Valle d’Aosta, comunque poco male: se si è in giro per Roma può valere la pena farci un salto.
E se avete un po’ di tempo da buttare, potete tentare di guardare il museo virtuale qui.
Di recente ho visto A beautiful mind (wiki), la storia del matematico premio Nobel John Nash, affetto da una importante forma di schizofrenia (ad essere onesti, mi è parsa più la storia di sua moglie: una donna amorevole e vicina al marito fino allo strazio…).
Nel frattempo mi sto leggendo in maniera discontinua “Sta scherzando, Mr. Feynman?”, una raccolta di aneddoti del celebre fisico scoppiato anche lui come un copertone ma decisamente sano e altrettanto capace.
Il contrasto è notevolissimo, confrontandoli a distanza così ravvicinata, nonostante il background scientifico e la genialità in comune.
Posso supporre che molti conoscano il giochino della Torre di Hanoi: avere tre pali, una piramide di dischi (numero variabile), e riuscire a spostare tutta la pila da un palo ad un altro secondo certe regole (muovere un disco per volta, facendo si che non ve ne sia mai uno di diametro maggiore sopra uno di diametro minore).
Il gioco fu inventato da un matematico francese nel 1883, e il lato interessante sta nel fatto che si puo’ predire matematicamente il numero di mosse minimo necessario per spostare una piramide di N elementi: (2n)-1.
Grazie a questo giochino sul web sono riuscito a scoprire che riesco a fare il minimo di mosse su base intuitiva fino a 5 elementi (31 spostamenti), ma dai 6 elementi in poi ho dovuto trovare un metodo perché sennò mi incarto sulle ultime piattaforme da spostare.

Trovata la soluzione riguardo la precedenza degli spostamenti, ho risolto il gioco con 7 dischi al primo tentativo. ![]()

Son soddisfazioni! ![]()
E c’è chi dice che la matematica non serve…
* Un po’ di storiella sulla wiki.
* Info sul sito math.it.
Quando uno è nerd è nerd. Dedica tempo e energie ad una passione.
E i risultati spesso si vedono.
(Questo lo dico io che son riuscito due volte su due a rendere una passione un lavoro, quindi insomma… un po’ di cognizione di causa l’avro’.
)
Fatto sta che al di là dell’utilità per il mondo o della sboronaggine, provo una ammirazione notevole per questo ragazzo toscano che è riuscito a fare una cosa che mi piace tantissimo: integrare elettronica, meccanica ed informatica per ottenere qualcosa di personale e fantascientifico (ora molto meno fanta).
Gli estimatori di supercar non hanno chance: devono clickare. Gli altri potranno soprattutto apprezzare, credo.
www.kittsupercar.com
Complimenti Marco.
All’Arena del Sole fino a domani va in scena Vita di Galileo di Brecht.
Io l’ho visto ieri sera.
[...]
Un filosofo di raro acume, come Paul Feyerabend, sostiene che quella della violazione della “scienza razionalmente accettata”, delle “incursioni ai confini” per ampliarli è l’unica via al progresso: «La scienza – scrive nel suo Contro il Metodo – è un’impresa essenzialmente anarchica: l’anarchismo teorico è più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge e sull’ordine (…) Non c’è una singola norma, per quanto plausibile e radicata nell’epistemologia, che non sia stata violata in qualche circostanza».
In questo argomentare “contro il metodo”, scardinando o violando gli standard e le teorie scientifiche comunemente accreditate, è l’essenza dell’azione di Galileo: egli nega la teoria tolemaica del geocentrismo, cambiando il tipo di osservazione e puntando al cielo il cannocchiale. Il coraggio di non aver tenuto conto dei modelli consolidati e aristotelici gli vale la prima dimostrazione scientifica del Sistema Copernicano: ma il prezzo da pagare è la reazione durissima dell’Inquisizione. [...]
Dire che l’ho trovato attuale è poco. E’ attuale e sconcertante.
La passione per la ricerca, per l’astronomia e la fisica, la volontà di portare ragione e logica, le pressioni dei poteri temporali, la mercificazione delle scoperte, la lotta per il mantenimento dello status quo, la paura e il fascino del nuovo, le scelte opprimenti.
Ho trovato una scena incredibilmente affascinante (e terribile) quella del nobile che racconta a Galileo di come i contadini abbiano bisogno di certezze (e paure) per lavorare, e la risposta dello scienziato che vuole portare al ragionamento le masse sapendo che questo le porterebbe ad una più grande libertà e consapevolezza (“Io aspetto la loro furia…”) – a poter vivere meglio.
Ma nell’Universo TUTTO è in movimento; verrebbe da dire che “mantenere e stare fermi” è innaturale.
Nonostante questo c’e’ chi approfitta e limita, avendo un ritorno personale – e chi si sottomette per permettere ad altri di abusare.
Ecco, lo spettacolo ravviva il fuoco della libertà e della parità.
Posso solo pensare in che paese e in che periodo sto vivendo:
I consigli di Cossiga alla Polizia
Italiani con le tasche vuote. Ma è boom di auto e cellulari
Non so più se pensare che tutto è trito e ritrito e nessuno ascolta più perchè ci ha stancato muovere le chiappe, o perchè ci siamo fatti un’idea superficiale e tanto basta.
Andrea: “Povera questa Terra che non ha più eroi.”
Galileo: “Povera questa Terra che ha bisogno di eroi.”
Linko l’intervista al regista, che ho trovato interessante, specialmente il punto citato all’inizio del post.
