La serata di ieri di Porta a Porta ha prodotto tantissime perle.

Avanti così, a tutto gas, please.

Ho sempre pensato che gli applausi finti fossero tristi, e so anche dire da quando cominciarono a starmi sulle balle.
Alle medie venni mandato sul set di una rete locale insieme ad una squadra della mia scuola per fare una sorta di quiz per ragazzi che si chiamava 7 ragazzi 7 (la cosa andò abbastanza male, e l’esperienza finì lì).
Il ricordo che ho del “via” della trasmissione è di un’energetica presentatrice che entra in scena annunciando il programma e, non ottenendo spontaneamente da noi ragazzi un applauso degno di nota, si imbufalisce e fa ricominciare il tutto da capo. Il bello della non diretta.

Anni dopo ricordo di aver visto alla tv gli “animatori” davanti alle platee di gente seduta e di essermi irritato per le risate automatiche e fittizie di Striscia la notizia e Co.

Giustamente, il nostro Governo televisivo approccia alla stessa maniera i problemi del paese, quindi nessuna sorpresa.

Il presidente esce dalla casina [...]. Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. Dopo il nauseante discorso del vescovo Molinari, che d’amblé riconcilia i vescovi con il malcostume presidenziale, esaltando l’uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, attraversando i campi, anche i comitati, con un altro striscione. La festa è finita. Noto che l’ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa. [...]

Questo stralcio è preso dal blog di Miss Kappa che sto seguendo dal terremoto di aprile.
E posso confermare che ha ragione anche in conclusione: ho guardato il tg1, non ha minimamente accennato alle proteste, e ha ritagliato un servizio stucchevole.

Non servono altri commenti riguardanti la trasmissione con Vespa di stasera.

L’unico pensiero che mi rimane va agli aquilani che non hanno le case e che vedranno l’inverno arrivare lo stesso.

Mi leggo questo post…
«Il presidente è indisposto»
e mi rotolo sul pavimento.
Come uno dei peggiori dipendenti pubblici (Brunetta dove cacchio sei? Sempre a rompere i coglioni a chi non ti può prendere a sberle eh?) il PresDelCons cerca la scusa per andare a divertirsi! Ah no?
E scommetto che il certificato medico non l’ha dovuto portare in ufficio…

Poi vabbè, se uno vuole leggersi anche La Repubblica (o il Corriere)

Ecco i verbali di Tarantini “Mille euro a chi restava la notte”

E’ il Corriere della Sera a pubblicare oggi i verbali dell’interrogatorio del 29 luglio. Un fiume di parole dove l’imprenditore pugliese, indagato per corruzione e favoreggiamento alla prostituzione, racconta di aver reclutato almeno 30 ragazze per le feste di Berlusconi. [...]

La prima domanda è: ma che caxxo ha da festeggiare questo?

“Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, la rifornivo di cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Berlusconi in due circostanze: a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008″. Da Vanessa a Ioana e Barbara. La prima era una “escort”, la seconda “una donna dello spettacolo”. “L’8 ottobre 2008, si fermano a casa del presidente e per questo le pagai”.

Che bazza avere carissimi amici che ti riforniscono di cocaina. Avercene.
Comunque come si vede è tutta gente comune: “non disdegna di essere retribuita” [all'occorrenza del sesso].

Lo scopo dell’imprenditore era quello di fare affari. “Berlusconi mi presentò anche il capo della Protezione civile Bertolaso, che procurò a me e al mio amico Enrico Intini alcuni appuntamenti senza esito in Finmeccanica”. Tarantini racconterebbe anche che “il
ricorso alla cocaina e alle prostitute si inserisce in un mio progetto, teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica Amministrazione, perchè ho pensato in questi anni che ragazze e cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società”.

Fantastico.
Più papale di così si muore.

sopracciglio?E’ una settimana che leggo le testate dei giornali davanti alle edicole e penso alla quantità di cose che mi paiono vaccate assurde.
Impossibile oramai tacere.

1) Gelmini: “I presidi facciano scuola, non politica”
La politica dovremmo farla tutti, in verità. Capisco la preoccupazione per certi estremismi, ma la politica non è “cosa a parte”. Inoltre:

Le parole del Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sono come uno scudo per riparare dalle critiche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale che aveva richiamato la preside Daniela Turci, impegnata in politica, ad essere “leale nei confronti del suo datore di lavoro”. “Da parte di una dirigente scolastica, le dichiarazioni contro la politica del ministero sono disdicevoli” ha scritto Limina [...]

Disdicevole essere contro qualcosa che non si ritiene valido. Disdicevole.
Non so bene l’origine della questione e soprattutto l’età degli studenti coinvolti (perchè il problema è legato all’indottrinamento, suppongo), ma questi commenti mi fanno alzare il sopracciglio…

2) La querela… alla Repubblica
Ma io quando ho letto ieri il titolo sul giornale di un bar non ci credevo. Ma che è?
Chissà come verrà maneggiata questa storia dal punto di vista giuridico. Comunque, siamo beyond the fruit

3) Il mitico Giornale: La rabbia dei moralisti smascherati
Beh, da un certo lato potrei essere anche incuriosito dall’attività del Giornale, se non fosse che mischia il cacio con le pere (che tira fuori di sicuro un piatto succulento, ma continua a non c’entrare un emerito…).
Commentare tutto l’articolo, faccio notte. Comunque lo sboccio iniziale è grandioso:

I nemici del Giornale si sono scatenati. Non hanno gradito gli articoli che abbiamo pubblicato ieri su Dino Boffo, direttore dell’Avvenire (quotidiano dei vescovi italiani) e capofila dei moralisti impegnati a lanciare anatemi contro Silvio Berlusconi per le sue vicende private. Sono piovute su di noi critiche aspre e in alcuni casi violente. Quel Feltri – grida scandalizzato Boffo – è un killer. Tuttavia non ha smentito una riga di quanto scritto; già, non poteva farlo, perché la notizia che lo riguarda è vera, e purtroppo per lui non è una sciocchezza irrilevante.

Ma Santissimo… per lui non è una sciocchezza irrilevante, ma per i lettori forse si. Magari non lo è per i lettori del Giornale o dell’Avvenire, e sicuramente per molti altri, ma in generale non mi pare paragonabile alle vaccate di un Pres del Cons (a maggior ragione se non influenzano l’aspetto professionale). Al più fa strano perchè c’entra con la Chiesa… ma quelli son cavoli loro. Sicuramente il Vaticano ha letto con interesse.
(Già che c’è, qualche riga dopo Feltri sottolinea che la relazione era omosessuale, giusto per condire con particolari rilevanti.)

Detto questo, nessuno, tantomeno al Giornale, si sarebbe occupato di una cosa simile se lui, il Principe dei moralisti, non avesse fatto certe prediche dal pulpito del foglio Cei per condannare le presunte dissolutezze del Cavaliere. Adesso i cittadini sanno che il lapidatore non ha le carte in regola per lapidare alcuno.

Vedi la cialtroneria? Non te ne frega ‘na ceppa di niente, ma poichè t’hanno pestato il calcagno, allora mordi. Proprio una vaccata. L’esercizio delle funzioni può essere valido se è valido, non se condizioni al contorno paiono strane. Ma che vaccata…

Il presidente del Consiglio prende le distanze: “Mi dissocio dal Giornale, il rispetto della vita privata è sacro”. Il direttore: “Sottolinea la mia indipendenza”

No director, non sottolinea la tua indipendenza. Sottolinea la tua volontà di far una simile propaganda anche se B. non te l’ha chiesto direttamente (forse).

E poi la mitica conclusione:

Abbiamo la certezza che questa faccenda non finirà qui. Replicheremo agli attacchi (scontati) di cui saremo oggetto, e rassicuriamo i lettori: non siamo mammole. Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola di altri, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro.

Buon per voi, Feltri. Si vede che una serie di settimanali patinati non bastava…
Sporco uno, sporchi tutti. Tipico italiano. Così non si fa più un cacchio e torniamo indietro. Well.

Boh. Oramai sono stupefatto.

4) Del burkini (storia bellissima) ha già commentato efficacemente Leonardo.
Comunque ci credo che spaventa: non si vedono altro che donnine nude, una vestita risulta un po’ inquietante. (Vallo a dire alle suorine di Gesso…)

PS: Altra storia che mi ha incuriosito, è quella di Videocracy… Il film potrà essere fico o meno, ma il comunicato RAI per non trasmettere il trailer è fantastico (of course, Mediaset pure s’è rifiutata, ma vabbè).

Deve ritenersi che uno spot pubblicitario che aggiunga alla comunicazione tipicamente promozionale del prodotto destinato alle sale un’informazione di carattere politico non possa essere diffuso dalla Rai, se non assicurando la parità di trattamento attraverso la diffusione di un analogo messaggio idoneo al riequilibrio del contraddittorio.

In primo luogo appare evidente come il contenuto per immagini dello spot pubblicitario del film veicoli un inequivocabile messaggio di critica al Governo, rappresentato emblematicamente dalla persona del Presidente del Consiglio (…)

In particolare, attraverso il collegamento tra la titolarità del Capo del Governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata e la menzione del fatto che l’80% degli italiani acquisirebbe informazione dalla televisione, non soltanto viene riproposta la questione del conflitto d’interessi ma anche viene prospettata la possibilità che attraverso le televisioni il Governo sarebbe in grado di orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandone a proprio favore le scelte e assicurandosene il consenso.

In secondo luogo gli spot pubblicitari appaiono lesivi dell’onore e della reputazione del Presidente del Consiglio nella parte in cui, riprendendo ed approfondendo il collegamento tra la proprietà in capo a questi delle principali televisioni commerciali ed il contenuto soltanto di alcuni programmi messi in onda negli anni da tali emittenti, caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime, si determina un inequivocabile richiamo alla problematiche all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso (di Berlusconi, NdR) e al suo rapporto col sesso femminile.

1) D’ora in poi andremo al cinema a vedere qualcosa di simil-politoc solo se c’è il contraddittorio. LOL
2) Niente critiche al Governo lato cinema. O_o (No problem ragazzi, niente critiche dal web, niente critiche dai giornali, niente critiche dal cinema, possibilmente niente critiche al baretto. Tremonti docet.)
3) Attenzione, l’italico popolo viene educato per lo più dalla TV (noooooo), e ciò potrebbe risultare subdolo.
4) (Questa per me è una delle migliori) … E OCCHIO che ci sono delle donnine nude… MA LOL! MA sta gente della RAI la vede la TV?!?

Dai, diciamocelo, leggere è molto più divertente che guardare la tv.
STU-PEN-DO.

Tutto sto casino per la legge anti-clandestini.
Io la legge non l’ho ancora letta – e sicuramente ci saranno delle porcate. Ma sono molto perplesso dalle opinioni girate sulla stampa.

Molti ce l’hanno col reato di clandestinità. Perchè? Essere clandestini è reato. Porca zozza.
Dizionario Garzanti: clandestinità, Stato di chi o di ciò che è clandestino. clandestino, agg. Fatto di nascosto o contro il divieto di qualche autorità.
Non capisco dove sta il problema? Essere clandestini è sostanzialmente un reato. Sono semmai stupefatto che non lo fosse prima.

La Stampa. Ricca. La Repubblica. Il Corriere. Il Messaggero.

What’s the point? Parliamo del fatto che un immigrato clandestino nel paese sia in una posizione irregolare e quindi illegale, o parliamo di altri problemi? (carceri. il fatto che non possano pagare multe assurde. ecc.)
Perchè a spostare il fuoco delle discussioni, si fa sempre in tempo.
Se Berlusconi e la Lega son dei pirla perchè non hanno pensato alla carceri, ok. Ma perchè fare tutto sto casino per una norma contro gli immigrati clandestini? Sono nell’illegalità!

Leggo il commento di Sofri e onestamente NON sono d’accordo.

Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.

Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.

Col cavolo! Se vogliamo discutere del casino che è prendere la regolarizzazione ci sto. Se vogliamo parlare dell’obolo di 200 euro ok. Ma se vogliamo “scusare” i clandestini che lavorano in nero perchè “ci sono utili”… minchia, ma dove siamo finiti. E questo lo dicono le persone di sinistra? Figata.

Sul lavoro clandestino è meglio che non si regga niente della nostra vita quotidiana. E se il lavoro è regolare (svolto da un immigrato qualunque, come ce ne sono tanti) non capisco che problema ci sia.

La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c’è già: non è vero.

Io spero colpisca indistintamente chi non è nella legalità. Guarda un po’.

Non ho capito inoltre che problema ha Sofri coi matrimoni misti: se vado in uno stato come irregolare e mi sposo che dovrebbe capitare? Divento legalmente cittadino? Mi vengono rimessi i peccati?

I dubbi esposti dal CSM (evidenziati dal Messaggero, link sopra) mi paiono sensati, soprattutto quello riguardante i minori con il documento d’identificazione. A parte questi però, non mi pare che sia tutto così insensato.

Se si può avere uno stato con una sentenza del genere:
http://www.grusol.it/informazioni/02-09-03bis.asp

Lo straniero che si trova in Italia in condizione di clandestinità non è obbligato ad esibire il documento di identità alle autorità che ne facciano richiesta, e pertanto il suo rifiuto non costituisce reato in quanto la norma incriminatrice si applica solo ai cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. [...]

forse è anche il caso di riflettere.

Immigrati non è una parolaccia.
E’ clandestini che tocca, se proprio vogliamo.

Gli immigrati italiani prendevano la nave, sbarcavano negli USA, e lavoravano.
Quelli che andavano per delinquere, erano comunque indagati – e suppongo che se anche non lo fossero stati, non li presenteremmo certo come esempi da seguire.

Insomma, è tanto dura riuscire a scindere la logica dell’accoglienza della normalità con quella dell’accoglienza dell’illegalità?

A questo punto mi piacerebbe molto che mi si spiegassero le motivazioni per criticare una cosa del genere. Perchè a me, attualmente, sfugge.

E’ un genio, non c’è una minchia da fare.

Me lo risparmiavo volentieri, ma mi sembra tutto assai furente e quasi irrinunciabile.

Gente che trama contro il Presidente del Consiglio, indegni magistrati, maggioranze in parlamento.
E attenzione, che lo giura sui suoi figli!
(Il Giornalazzo.)

E Di Pietro dice che il paese non puo’ essere governato da un corruttore… se, vabbè.

Questa oramai è vecchia, ma già che ci sono, linko pure l’orrido Giornale che va a ruota del capo… Viva i musi gialli. :) Ma pensa te… (La risposta Jap.)

Di tutta la faccenda che coinvolge Berlusconi e Lario mi viene da notare solo un paio di cose:

  1. Un telegiornale diventato assai di cacca come il TG5, che si basa solo su rubriche del menga come Gusto, robba sui cani (sì, c’era un “consueto appuntamento” coi cani ieri), e che fa da lancio per Lucignolo, non ha concesso un servizio sulla scelta della moglie del President di separarsi. Geniali.
  2. Onestamente il gossip riguardo i due può essere pruriginoso, ma poco interessante. Trovo molto più interessante l’aspetto economico della questione: non so cosa possa/voglia pretendere Mrs. Lario, ma di sicuro potrebbe spaccare una parte del “potere” messo in saccoccia dal Berlusca in questi anni. Dubito che le interessi o che le lasceranno fare, ma la prospettiva è reale e secondo me è l’aspetto di punta di questa separazione.
  3. Mi chiedo se Mr. President possa uscirne politicamente vincitore anche qui: al di là della nenia che lei “ha fatto il dispetto sotto elezioni”, c’è da chiedersi se un uomo votato dalla maggioranza degli italiani nonostante il suo quintale di problemi giudiziari e conflitti di interesse vari non riesca a far passare pure questo matrimonio distrutto come un mega complotto contro sè medesimo (per una volta auspico che i magistrati non c’entrino, ma l’effetto potrebbe essere analogo). Il vittimismo in Italia vince le elezioni.
  4. Infine noto che i difensori dei valori della famiglia, continuano a fare schifo sotto tutti i punti di vista. Non che ci fosse bisogno di questo evento, ma di certo non smentisce. Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, Calderoli, Santanchè. Tutti Dio, patria e famiglia.
    
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