Ok, di discussioni ce ne sono a iosa sul web riguardo le schede grafiche e Linux; ma voglio tenere traccia di quel che ho fatto io… Almeno come metodo, più che come How-To.

Dell’hardware di Elio/Kripton ho già parlato.
La scheda grafica è dunque una nVidia GF8600 GT (Silent 256 Mb).
lspci, con l’opzione -n, identifica il codice 10de:0402 (rev a1). [man: lspci è un utility che mostra informazioni riguardanti i bus PCI del sistema e i device connessi a quelle uscite; l'opzione -n mostra i codici del vendor e del device come numeri]
Una ricerca sul web verifica l’identità fra codice e scheda grafica.

In primis, qui stiamo parlando di stock kernel aka i kernel ufficiali passati dai repository di debian.
Dopo aver aggiornato kripton all’ultima versione (2.6.26) mi sono scaricato e installato xserver-xorg-core che è il server X famoso ecc. ecc.
Opzionalmente, se non si vuole scaricare tutti i pacchetti che dselect seleziona automaticamente, meglio controllare i driver e mantenere i vesa e nv che sono gli standard per la grafica 2D e van sempre bene (xserver-xorg-video-vesa 1:1.3.0-4 e xserver-xorg-video-nv 1:2.1.10-1).
Necessari anche gli input device (mouse e keyboard).

Già che ci siamo, per fare prove interessanti, è necessario tenere conto anche di un client con cui il server puo’ parlare, ad esempio Xterm.

Ho poi raccattato module-assistant e lanciato questa serie di comandi:

# m-a prepare
# m-a update
# m-a a-i nvidia

m-a è un po’ un casino e c’e’ parecchio materiale da leggere; fatto sta che installa autonomamente i driver che servono e aggiorna tutto (debian – nvidia-glx (173.14.09-5) per la GeForce 8600 GT – in Lenny).

Configurare xorg.conf puo’ essere un po’ uno sbattimento, ma risultare anche interessante.
Localmente, per vedere cosa permettono i driver nvidia, consultare /usr/share/ doc/nvidia-glx/ README.txt.gz.
Comunque il punto è aggiungere nella sezione modulo Load “glx” e cambiare il valore del driver con “nvidia”.
Ora se lanciando X (o startx, nel caso) compare il logo nvidia, stiamo sfruttando i driver giusti e tutto è andato bene. ^_^
Per la configurazione di xorg, meglio guardare man xorg.conf; e’ meno peggio di quel che sembra, ma c’e’ davvero un sacco di cose da sapere che non credo siano interessanti per tutti in qualunque momento – magari buone per futuri esperimenti.

Questo è lo xorg.conf di kripton, con anche qualche opzione in più per far andare Compiz.

Se per qualche ragione si decidesse di voler aprire X da remoto, si dovebbe modificare il valore di allowed-users con anybody nel file /etc/X11/Xwrapper.config.

PS: Per provare la grafica 3D trovate un modo… alla peggio quel coso terribile (imho) che è tuxrace.

Il comando history ci permette di visualizzare lo storico dei nostri comandi in console, con un output molto spartano:

sim@idrogeno:~$ history
29 ls /etc/alternatives/
30 ll /etc/alternatives/java
31 ll /etc/alternatives/figlet
32 ll /etc/alternatives/vim
33 cd ~/script/
34 vim fine_di_mondo.sh
35 echo $PATH

Potrebbe rivelarsi estremamente utile mantenere una traccia non solo dei comandi, ma anche di quando sono stati digitati.
Per fare questo è necessario settare una variabile (HISTTIMEFORMAT) con il formato desiderato e il gioco è fatto.

sim@idrogeno:~$ export HISTTIMEFORMAT=”%F %T ”
sim@idrogeno:~$ history
511 2008-11-02 01:38:05 history
512 2008-11-02 01:38:11 export HISTTIMEFORMAT=”%F %T ”
513 2008-11-02 01:38:14 history
514 2008-11-02 01:40:15 vim ~/.bashrc
515 2008-11-02 01:48:18 ls
516 2008-11-02 01:48:20 history

Con un export possiamo settare HISTTIMEFORMAT temporaneamente, ma per avere la storicizzazione di default è necessario scrivere la riga di export in ~/.bashrc o ~/.bash_profile.

(linux.byexample.com)

Ennesima questione di colori…

A me piace vim, mi ci trovo benone. E mi fa comodo che evidenzi il testo degli script in maniera leggibile.

In linea generale, l’impostazione d’esempio fornita (/usr/share/vim/vim71/vimrc_example.vim) va alla grande. Unica pecca, i commenti blu scuro che su sfondo nero diventano difficili da identificare. E così si incominciano a leggere documentazioni varie e a rompere le balle a chi si conosce che potrebbe avere gli indizi necessari.

Seguendo la documentazione, spesso si legge di un’impostazione da inserire nel ~/.vimrc che risolve le cose in maniera rapida e veloce.

set background=dark

In effetti questa impostazione dice a vim che il background del terminale è scuro (c’è anche l’opzione light), e l’editor cambierà i toni dei colori di conseguenza, in modo da aumentare il contrasto. Il tutto rende il testo più leggibile, ma cambia i colori impostati.

Ammettiamo che vi piacciano i colori, ma quel commento blu proprio non vada giù…

La soluzione eccola qua: leggendo documentazione su syntax e guardando gli esempi nelle dir /colors (es.: /usr/share/vim/vim71/colors) si vede che è possibile settare i colori dei singoli parametri tramite il comando highlight (hi). Attualmente il problema è risolvibile aggiungendo all’inizio di .vimrc le righe come questa:

hi clear
syntax on
hi Comment  ctermfg=Gray ctermbg=Black

Porc. Doveva essere tutto semplice e liscio.

E invece sono stato un tot di ore su questa cosa. :) Ora sono troppo stanco (ma felice di aver concluso) per scrivere.

Cmq per settare in automatico le connessioni ppp ed il riconoscimento delle interfacce (ethernet) ero partito da /etc/network/interfaces e sono arrivato a modificare le configurazioni di init (/etc/inittab).
Mi ci vorrà una nottata di riposo per riprendermi. :)

Mi sembrava in effetti che il vecchio interfaces avesse un po’ di “problemi”.

Attualmente /etc/network/interfaces risulta come segue:

auto lo eth0 eth1

iface eth0 inet static
address idrogeno                # /etc/hosts        192.168.0.1     idrogeno
netmask 255.255.255.0

iface eth1 inet static
address 0.0.0.0
netmask 0.0.0.0

iface lo inet loopback

e /etc/inittab configura init con questo comando extra:

# Format:
#  <id>:<runlevels>:<action>:<process>

ADSL:2345:respawn:/usr/sbin/pppd call dsl-provider

Infine /etc/ppp/peers/dsl-provider ha visto cambiare alcune regole (evidenziate):

noipdefault
usepeerdns
defaultroute

hide-password
lcp-echo-interval 20
lcp-echo-failure 3

connect /bin/true
noauth
nopersist # <—
nodetach # <—
noproxyarp
mtu 1492

noaccomp
default-asyncmap

plugin rp-pppoe.so eth1
user “aliceadsl”

    
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