Zinco usa Fluxbox. ![]()

Leggero, configurabile in maniera semplice a manaccia (~/.fluxbox).
In combo con devianart ha reso il mio zinco decente a vedersi.
Fluxbox permette di configurare qualche particolarità… Nel file ~/.fluxbox/apps è possibile far scattare determinati comportamenti all’avvio di specifiche applicazioni.
[app] (name=fbrun)
[Position] (WINCENTER) {0 0}
[Layer] {2}
[end]
[app] (gkrellm)
[Position] (UPPERRIGHT) {0 0}
[end]
[app] (title=mc.*)
[Position] {106 15}
[end]
[app] (title=vim.*)
[Position] {266 20}
[end]
In questo esempio definiamo le posizioni di gkrellm (ancolo in alto a destra), e delle applicazioni il cui titolo cominci con mc o vim (seguiti da qualunque carattere… è sensibile alle regex). Alcune regole qua, ma è tutto da sperimentare.
La pagina degli HowTo fa vedere quanto sia programmabile l’ambiente…
La customizzazione della toolbar passa attraverso il file init (di Fluxbox) e le opzioni si possono trovare qui.
Slackware is not the most user-friendly of distros; or rather, as the Unix joke goes, it’s picky about who its friends are.
Altre vaccatine:
~/.Xdefaults
~/.bashrc
~/.xinitrc
Config del kernel 2.6.35.4 (per AsusTek eeepc 900).
Peccato che gli e3pc prima generazione con Linux e dischi fissi a stato solido non siano andati. A me parevano una gran cosa, ma a quanto pare il mercato si è orientato su altro.
La nuova generazione di cpu ATOM al posto dei Celeron, hdd iper-capienti e schermi da 10″; io trovo che per girovagare sia comodo avere schermi anche più piccoli e che dischi solidi da 20 giga siano fantastici (si, i 4 del primo modello erano pochi – ma avevo ovviato con schede SD e qualche chiavetta usb sempre con me).
Altra cosa su cui sto riflettendo sono le batterie: ovvio che un portatile debba avere autonomia, ma ho visto le nuove batterie a 6 celle e sono sicuramente ingombranti e pesanti; non sono sicuramente “il problema”, ma la comodità di stare sotto il Kg di peso richiede batterie da 3-4 celle.
Comunque, dicevo, giustamente anche ASUS si è adattata al mercato, ma così io non trovo più quello che riterrei “comodo” per me… dunque meglio ravanare fra le cose vecchie dei magazzini e raccattare qualche vecchio netbook a cifre ribassate (e3pc 900 a meno di 200 euro).
Onestamente il 700 era più carino, disegnato meglio dal lato estetico – inoltre il 900 mantiene la stessa tastiera che è una croce per chiunque (ma io mi sono allegramente adattato le volte che sono stato in giro – posso scrivere con una mano sola.
peccato per i tasti del minore e maggiore che invece sono scomodissimi).
Le fichezze in più sono: più schermo (9 pollici), più RAM (1 giga), un lettore SSD che mi pare migliore, e più spazio in /, che un po’ mi serviva – nel vecchio avevo installato java e fatto compilare kernel in memorie esterne… non proprio comodissimo e rapidissimo.
Il vecchio 700 potrebbe diventare un ottimo server casalingo silenziossissimo… L’idea mi piace molto – vedremo.
Ammesso che lo Xandros sul 900 verrà brasato presto, ho intenzione di muovermi un po’ diversamente che in precedenza; così lascio qualche traccia.
Permessi di root
Diventare root su Xandros è molto semplice: tab “Lavoro” -> File Manager -> Strumenti > Apri finestra Console (Ctrl+T). Digitare sudo bash, e quel pirla di OS permette di diventare root: passwd da root su root e il gioco è fatto.
Il BIOS
Ho flashato il BIOS prendendo da qui il 1006; una pena esagerata, ma alla fine ce l’ho fatta. Prendete una chiavetta usb da 1 giga (dove non avete niente su) e formattate il fs.
Scaricate il BIOS nuovo dal sito, copiate lo zip sulla chiavetta, aprite l’archivio, estraete la ROM, e… cambiate nome al file: l’EZ-Flash dell’asus non è ancora così furbo come quelli nuovi, e cerca un file specifico che si chiami 900.ROM. Se cambiate il nome del file ora, fate prima.
Prendete l’e3pc, lo avviate (se partono le schermate grafiche dovete andare nel bios all’avvio [F2] e disattivare le opzioni di avvio rapido e silenzioso – in modo da avere più tempo e vedere a che punto è l’avvio della macchina), aspettate le prime scritte, poi pigiate Alt+F2: a quel punto dovreste leggere qualcosa sul flashing del bios, e la ricerca di drive USB. Inserite la chiavetta con la ROM. Se va tutto bene, la trova, la legge, se la scrive, cancella il vecchio e installa il nuovo. Compaiono delle scritte sullo schermo MENTRE fa. Se si blocca scrivendo ‘Reading file “900.ROM”‘ e sta fermo per diversi secondi, non sta trovando il file, quindi meglio riavviare (si tenga conto che riavviare il pc mentre il BIOS sta caricando la ROM, è invece pericolosissimo e probabilmente renderà il pc inutilizzabile).
Nota: la cosa di per sè è semplice, ma spesso c’è da smadonnare perchè sono procedure molto “grezze”: ho dovuto cambiare 3 chiavette, formattarle in diversi modi (con e senza partizioni), prima di vedere andare liscia la flash’ata.
La struttura del filesystem
L’e3pc ha due dischi a stato solido, uno da 4 Giga e l’altro da 16. Non c’è swap.
$ cat /proc/partitions major minor #blocks name 8 0 3940272 sda 8 1 2409718 sda1 8 2 1510110 sda2 8 3 8032 sda3 8 4 8032 sda4 8 16 15761088 sdb 8 17 15759733 sdb1
La home dell’utente è puntata su sdb1, e la root di sistema (/) su sda1. E il resto?
/dev/sda2 contiene dei file di configurazioni di sistema – se ho capito bene da qui (la spiegazione mi pare ragionevole, non ho indagato), la logica è semplice: gli aggiornamenti e altre modifiche vanno a scrivere “cose” in sda2, sovrapponendosi in lettura a ciò che è scritto in sda1; se per qualche ragione qualcosa si rompe, lo strumento di ripristino cancella le configurazioni sbagliate su sda2, e si torna alle originali su sda1.
La sostanza, è che a me interessa portarmi a casa sda1 per vedere com’è fatto (lo copierò su idrogeno), e poi brasare tutto e avere tanto spazio libero come feci sull’e3pc 700. Il comando magico (occhio, dd è un po’ pericoloso) dall’e3pc è:
L’immagine di sda1 verrà trasmessa via ssh nell’output file indicato.
Risolto anche questo, sono potuto passare all’installazione del nuovo OS.
Ho messo su neon una Slackware (12.2, il 27/8 è uscita la 13).
Ho aggiornato il kernel alla versione 2.6.30, e questa è la mia attuale configurazione (ancora da limare, ma c’è un sacco della roba che conta) – boota in pochi secondi.
Sistemate le rotte (# route add default gw ip_gateway eth0) lynx si è collegato senza problemi a google e al blog, e mi sono ascoltato un mp3 con mpg321 (lol) senza problemi (ho dovuto comunque installarmi la libreria libid3tag.so che m’era sfuggita).
Anche se è tutto molto rude, mi sento assai a mio agio. ![]()
Vedremo come procede.
(Intanto mi linko un sito che sull’e3pc si è sbattuto un casino – come distro ha scelto ubuntu)
PS: L’installazione della slack è stata assai liscia: si prepara una chiavetta per il boot e un’altra dove si mette tutta la distro. Quando si arriva all’indicazione del source dei pacchetti, si installa la chiavetta e si fa puntare lì il setup, ed il gioco è fatto.
L’immagine per la chiavetta di boot la si puo’ trovare sul sito slack sotto slackware-current/usb-and-pxe-installers. (Il readme dice una cosa importante: The mini image does not contain any installable Slackware package. In order to install Slackware you will need a local NFS/HTTP/FTP server or another Slackware package source like a prepared local harddisk partition.).
idrogeno:~# dd if=/home/sim/distro/slack/usbboot.img.1 of=/dev/sdc bs=512 54480+0 records in 54480+0 records out 27893760 bytes (28 MB) copied, 9.14268 s, 3.1 MB/s
Concluso il giretto a Padova. Thx Hb di tutto (cibo, letto e altro).
Wifi e wardriving FTW. ^_^
Menzione speciale al panorama durante il ritorno: in autostrada, passando sul Po (confine Veneto – Emilia-Romagna), la luna alta a est e il sole durante il tramonto a ovest, praticamente a perpendicolo sul fiume. Bellissimo.
L’estate è finita
: alle 20.40 era già buio (complice anche un cielo plumbeo da paura).
Ho ben deciso di installare una debian Lenny seria sull’e3pc (che per l’occasione è diventato neon. Finalmente ho una distro decente (Xandros a mio avviso era terribile).
Immagine per la chiavetta USB presa qua, installazione minima normale (l’advanced ha imho qualche problema), xfce come desktop environment. Alla fine della fiera, compreso qualche programmino di scan e iceweasel come browser web, meno di 1 giga occupato e un OS completamente funzionante e senza beghe.
Per ora tutto molto buono.
Alla chiusura dello schermo, i portatili hanno diverse reazioni: possono essere impostati per rimanere accesi, andare in ibernazione, o spegnersi.
In generale le opzioni sono gestibili dalle GUI dei Desktop Environment (ie: KDE, Gnome), attraverso qualche pannello di controllo.
La gestione della chiusura dello schermo dipende dalle ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) che sono un sistema di gestione energetico, utilissimo nei laptop. Sostanzialmente le ACPI supportano diversi tipi di spegnimento del sistema, e molte info si possono trovare qua.
Fatto sta che nel e3pc abbiamo la gestione del lid (il pannello dello schermo) in mano allo script /etc/acpi/lidbtn.sh. Attualmente il mio è modificato come segue, in modo che non sospenda le attività quando lo chiudo.
neon:/etc/acpi> cat lidbtn.sh
#!/bin/sh
LID_STATE=`cat /proc/acpi/button/lid/LID/state | awk ‘{print $2 }’`if [ $LID_STATE = "closed" ] ; then
# Le varie linee sotto hanno bisogno di essere commentate
# per lasciare l’e3pc ON quando si chiude lo schermo.
# Cancella il # prima di questa riga
# /etc/acpi/suspend2ram.sh
# per far si che l’e3pc vada in SOSPENSIONE alla chiusura.
# Cancella invece il # prima della riga che segue
# sudo /sbin/fastshutdown.sh
# per far si che il computer si spenga alla chiusura dello
# schermo (questa riga non è mai stata testata da me).
fi
exit 0
Guida originale su wiki.eeeuser.com.
Un altro paio di guide sulle ACPI: HOWTO Automatically turn off your monitor e ACPI/Configuration.
Taaaa daaaan.
La mia console portatile è qua (il mio tradizionale lshw); già modificata con tutte le menate 3D solo per stupire i parenti – mi sa che prima o poi le tolgo perchè comunque l’easy mode lo fa andare a schiodo, e il terminale c’è lo stesso.
Prima cosa fatta: creata una partizione NFS condivisa con Idrogeno così quando sto in LAN casalinga ho 90 Giga in più di disponibilità su hdd. ![]()
Seconda cosa: installati netcat, nmap, vim (rimosso vim-tiny) e lshw. Modificati /etc/apt/sources.list, fstab, nonchè portata l’interfaccia a full-mode. Ah, e openssh-server che non c’è di base – fatto poi partire all’accensione con uno scriptino in /etc/opt/xandros/xandrosncs/hooks/post-up.d/ :
#!/bin/sh
/etc/init.d/ssh restart
Ammennicoli utili: una chiavetta USB sempre in tasca come supporto, ma c’era già anche prima. Volendo pure la chiavetta bluetooth.
Ora si tratta solo di sfruttare le WiFi in giro per il mondo, e fare un po’ d’esperienza.
PS: E se per caso si scassa a forza di smanettarci (cosa che è successa esattamente 3 ore dopo che l’avevo acquistato), c’è un fantastico ripristino dopo il boot (F9).