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Questo sotterraneo si sviluppa dalla Caverna Ombrosa, il primo avamposto Asura che si incontra provenendo dalle terre dei norn. La missione viene attivata dal dragatore Molenin, all’interno dell’avamposto stesso.
La fornace della Sofferenza non è l’unico luogo in cui i malvagi nani della Cima di Pietra hanno costretto i dragatori ai lavori forzati. Nelle viscere degli Scavi di Vloxen li abbiamo visti faticare sotto lo sguardo attento dei sorveglianti. Anche se dall’esterno questo sito sembrava essere una semplice miniera, ben presto divenne ovvio che la Cima di Pietra aveva scoperto un qualche orrore indescrivibile e ora si stava dando da fare per portarlo in superficie. Affrontammo questo pericolo con l’aiuto di alcuni dragatori fuggiti al controllo dei nani, ponendo fine agli intenti nefandi della Cima di Pietra.
Il dungeon si sviluppa su tre livelli, non eccessivamente lunghi.
Al primo livello si incontrano piante e qualche nano delle Cime; è obiettivamente molto semplice.
Il secondo livello si presenta invece più rognoso e ampio. Il problema di questa zona si ha nella seconda parte, quando si cominciano a trovare zone pattugliate da nani con 1-2 guaritori in gruppo e un digrignatore minion master: questi gruppi sono ostici e vanno affrontati con celerità. Il danno deve essere concentrato sui singoli bersagli, in modo da renderli subito inoffensivi (monk, necro, ecc.).
Un altro serio problema di questo livello è Bellok – nano necromante morte di 28° – che resuscita sgherri in continuazione; inoltre c’è un tempio di resurrezione proprio vicino al suo gruppo di mob che paradossalmente rende tutto estremamente più complicato: i pg muoiono e lui evoca dai cadaveri di continuo. Altra cosa di cui tenere conto è che i nani del gruppo di Bellok sono estremamente mobili fino alle due stanze adiacenti, quindi è necessario essere attivi e attenti.
Avere qualcuno che sfrutta i corpi a terra (minion, pozzi, esplosioni) aiuta senza ombra di dubbio.
Il terzo livello è composto da mob non-morti di 24°-28° livello, che non sono esageratamente pericolosi, ma dopo un po’ di tempo rinascono nelle stesse posizioni. L’importante è passare attraverso il terzo livello con decisione, senza guardarsi troppo indietro.
Il boss si trova a questo livello, Zoldark: evoca dei segugi scheletrici e tende a pomparli con abilità che gli richiedono un sacrificio di salute. Il modo migliore per affrontare questo boss è piazzarsi all’inizio del corridoio d’entrata e pullare il gruppo di nemici verso i giocatori. Concentrando il gruppo nell’uccidere i segugi si ottiene la perdita di vita da parte del boss; il trucco è tutto qui. Skill per indebolimento e danno ad area sono ottime per questo combattimento.
In effetti, il boss finale può essere sconfitto affrontandolo anche con una debilitazione massima, se si conosce la modalità di scontro.
Ucciso anche il boss, si ottiene il solito forziere, punti reputazione coi nani, 7.500 punti esperienza e 1.500 monete.
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Negli Altipiani Dalada un charr di nome Sear Regnoferoce (vicino al Santuario Oscuro della Tradizione) ha necessità di munizioni per le armi d’assedio, e ha scoperto che una sostanza particolarmente utile può essere trovate nella Tana dei Gelatinosi prismatici, in una caverna che si trova a sud negli Altipiani della Guerra di Grothmar.
I terremoti hanno fatto emergere dalle profondità della terra numerose creature di cui non si conosceva nemmeno l’esistenza. Tra queste razze ce n’è una di esseri disgustosi, composti di materia fluida e membrane, definiti: “Gelatinosi”. Queste creature si adattano a qualsiasi ambiente e sanno mantenersi in vita praticamente in qualunque condizione, inclusa la lava e le sostanze tossiche. Questa capacità di adattamento va ben oltre la semplice sopravvivenza: dalle creature ingerite traggono nutrimento e ne assorbono anche le abilità magiche e i poteri. Quindi un unico gelatinoso potrebbe contenere le abilità di centinaia di creature e umani; possedendo un’incredibile varietà di poteri, i gelatinosi anziani sono molto più pericolosi di quelli in età giovane. Come conseguenza si è sviluppato un commercio intenso di corpi gelatinosi che possono essere ampiamente utilizzati nella magia, nella medicina e nell’alchimia.
Concludendo la missione si ottengono 1.250 monete e 5.000 punti esperienza, oltre all’oggetto droppato dal forziere finale e reputazione coi nani.
Il sotterraneo è su di un singolo livello, anche se abbastanza vasto. In un’ora è possibile concluderlo.
I gelatinosi non sono esseri viventi, quindi il minion master non è utile. Danno ad area e interruzioni possono invece aiutare a liberarsi dai gruppi di mob più rapidamente.
I boss finali sono 3 gelatinosi elementalisti abbastanza ostici se non vengono interrotti. Tutte le volte che uno di questi boss muore si genera da esso un gruppo di gelatinosi minori che possono essere facilmente affrontati, se ci si allontana dalla zona dei boss.
Nell’espansione di Guild Wars: Eye of the North, Arena-net ha inserito una miriade di sotterranei multi-livello assai divertenti.
Cercherò di raccogliere qui qualche screenshot e qualche informazione utile.
Dungeon di Eye of the North (link alla wiki):
- Arachni’s Haunt
- Bloodstone Caves
- Bogroot Growths
- Catacombs of Kathandrax
- Cathedral of Flames
- Darkrime Delves
- Fronis Irontoe’s Lair
- Frostmaw’s Burrows
- Heart of the Shiverpeaks
- Oola’s Lab
- Ooze Pit
- Raven’s Point
- Rragar’s Menagerie
- Secret Lair of the Snowmen
- Sepulchre of Dragrimmar
- Shards of Orr
- Slavers’ Exile (Elite)
- Vloxen Excavations
Leggendo qua e là, vengo a scoprire che la Nevrax ha purtroppo incassato l’ennesimo colpo.
E la comunità di Ryzom sta cercando di correre ai ripari.
Di sicuro, è una roba strana.
Free Software per la costruzione di un metamondo
Ryzom sull’orlo del fallimento sta per essere salvata da un’organizzazione non profit che intende acquisire tutti i diritti sull’MMORPG e ridistribuirli alla comunità di utenti
Rilevare un metamondo per renderlo libero
Che l’intrecciarsi delle vicende che animano i Massively Multiplayer Online Game (MMOG) sia ordito dalle strategie dei giocatori è assodato. Il Free Ryzom Project intende spingersi oltre: affiderà un MMOG, codice compreso, alla vena creativa dei giocatori.
Ryzom, fino ad ora, è stato un metamondo tradizionale. Nevrax, una compagnia di software commerciale, oltre a compilarne il codice, ha svolto il ruolo di regista, stabilendo le regole del gioco e impostando il canovaccio del copione.
Ora Nevrax vacilla sull’orlo della bancarotta. Per sottrarre all’oblio il metamondo a cui sono affezionati, un gruppo di utenti ed ex dipendenti di Nevrax è confluito nella campagna Free Ryzom. Ha unito le forze organizzando una colletta su vasta scala per acquisire, rilevandolo presso il tribunale fallimentare, il codice sorgente che regge il MMORPG, i dati di gioco e ogni opera dell’ingegno che abbia a che fare con Ryzom. L’amalgama surreale di fantasy e fantascienza che costituisce questo metamondo verrà consegnato, come Free Software, alla creatività di sviluppatori e giocatori. Utenti, appassionati e sostenitori del software libero si stanno prodigando: il donation meter si assesta su una cifra che supera i 77mila dollari.
Nel frattempo, i membri del Free Ryzom Project hanno stilato un contratto sociale per codificare l’impegno nei confronti di giocatori e futuri sviluppatori, un contratto vagliato e rifinito da Richard Stallman, padre delle licenze base dell’open source. Trasparenza, rispetto per la vita privata degli utenti, condivisione e partecipazione aperta a tutti saranno le colonne portanti del progetto.
“Ryzom e tutto il materiale prodotto dal Free Ryzom Project diventerà e rimarrà al cento per cento Free Software“, si legge nel contratto. “Piuttosto che consumare il gioco, ciascuno potrà contribuire ad esso”, ha annunciato Xavier Antoviaque, uno dei fondatori del progetto.
Saranno i giocatori le Parche di Ryzom: ogni decisione riguardo al dipanarsi delle sorti del metamondo e dei suoi avatar umanoidi sarà affidata a votazioni democratiche. Sul piano del codice, invece, sarà possibile convertire Ryzom in un metamondo multipiattaforma, fondare universi paralleli residenti su server alternativi, creare tool e scorciatoie per movimentare le strategie di gioco: unico requisito, la vena creativa degli sviluppatori.
Il motore del metamondo di Ryzom, Nevrax Library, già al momento della sua genesi era coperto dalla GNU General Public Licence (GNU GPL): garantiva a tutti la possibilità di creare e sviluppare mondi persistenti online, approfittando di libertà differenziate, tagliate su misura a seconda dell’intento.
Ieri sera (8pm UK) un gruppo di kami ha attaccato l’outpost dei The Legion of Atys, una gilda Karavan amica della mia (gli Order of the Nameless).
L’outpost di Malmont è situato nell’area più occidentale del Burning Desert, vicino a Dyron hill (Dunes of Exile). Una zona desertica spettacolare anche se decisamente impervia da raggiungere.
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Un paio di screenshot legati al conflitto.
Sembra che ci fossero 80-90 persone in tutto durante lo scontro ed è stato impressionante vedere le ondate di squadre avanzare e ritirarsi per due ore di battaglia.
Incredibile.
Il mio primo evento pvp! Ficus.
Ah, per il dovere di cronaca confermo che l’avamposto è stato difeso, i Legion hanno mantenuto il controllo dell’OP e la mia gilda ha dato un grande supporto con una ventina di giocatori impegnati.
Io ho curato pochino pochino, ma questo perchè sono scarso.
Migliorerò.







