Ho messo su neon una Slackware (12.2, il 27/8 è uscita la 13).
Ho aggiornato il kernel alla versione 2.6.30, e questa è la mia attuale configurazione (ancora da limare, ma c’è un sacco della roba che conta) – boota in pochi secondi.
Sistemate le rotte (# route add default gw ip_gateway eth0) lynx si è collegato senza problemi a google e al blog, e mi sono ascoltato un mp3 con mpg321 (lol) senza problemi (ho dovuto comunque installarmi la libreria libid3tag.so che m’era sfuggita).
Anche se è tutto molto rude, mi sento assai a mio agio. ![]()
Vedremo come procede.
(Intanto mi linko un sito che sull’e3pc si è sbattuto un casino – come distro ha scelto ubuntu)
PS: L’installazione della slack è stata assai liscia: si prepara una chiavetta per il boot e un’altra dove si mette tutta la distro. Quando si arriva all’indicazione del source dei pacchetti, si installa la chiavetta e si fa puntare lì il setup, ed il gioco è fatto.
L’immagine per la chiavetta di boot la si puo’ trovare sul sito slack sotto slackware-current/usb-and-pxe-installers. (Il readme dice una cosa importante: The mini image does not contain any installable Slackware package. In order to install Slackware you will need a local NFS/HTTP/FTP server or another Slackware package source like a prepared local harddisk partition.).
idrogeno:~# dd if=/home/sim/distro/slack/usbboot.img.1 of=/dev/sdc bs=512 54480+0 records in 54480+0 records out 27893760 bytes (28 MB) copied, 9.14268 s, 3.1 MB/s
Ho ben deciso di installare una debian Lenny seria sull’e3pc (che per l’occasione è diventato neon. Finalmente ho una distro decente (Xandros a mio avviso era terribile).
Immagine per la chiavetta USB presa qua, installazione minima normale (l’advanced ha imho qualche problema), xfce come desktop environment. Alla fine della fiera, compreso qualche programmino di scan e iceweasel come browser web, meno di 1 giga occupato e un OS completamente funzionante e senza beghe.
Per ora tutto molto buono.
Alla chiusura dello schermo, i portatili hanno diverse reazioni: possono essere impostati per rimanere accesi, andare in ibernazione, o spegnersi.
In generale le opzioni sono gestibili dalle GUI dei Desktop Environment (ie: KDE, Gnome), attraverso qualche pannello di controllo.
La gestione della chiusura dello schermo dipende dalle ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) che sono un sistema di gestione energetico, utilissimo nei laptop. Sostanzialmente le ACPI supportano diversi tipi di spegnimento del sistema, e molte info si possono trovare qua.
Fatto sta che nel e3pc abbiamo la gestione del lid (il pannello dello schermo) in mano allo script /etc/acpi/lidbtn.sh. Attualmente il mio è modificato come segue, in modo che non sospenda le attività quando lo chiudo.
neon:/etc/acpi> cat lidbtn.sh
#!/bin/sh
LID_STATE=`cat /proc/acpi/button/lid/LID/state | awk ‘{print $2 }’`if [ $LID_STATE = "closed" ] ; then
# Le varie linee sotto hanno bisogno di essere commentate
# per lasciare l’e3pc ON quando si chiude lo schermo.
# Cancella il # prima di questa riga
# /etc/acpi/suspend2ram.sh
# per far si che l’e3pc vada in SOSPENSIONE alla chiusura.
# Cancella invece il # prima della riga che segue
# sudo /sbin/fastshutdown.sh
# per far si che il computer si spenga alla chiusura dello
# schermo (questa riga non è mai stata testata da me).
fi
exit 0
Guida originale su wiki.eeeuser.com.
Un altro paio di guide sulle ACPI: HOWTO Automatically turn off your monitor e ACPI/Configuration.
Taaaa daaaan.
La mia console portatile è qua (il mio tradizionale lshw); già modificata con tutte le menate 3D solo per stupire i parenti – mi sa che prima o poi le tolgo perchè comunque l’easy mode lo fa andare a schiodo, e il terminale c’è lo stesso.
Prima cosa fatta: creata una partizione NFS condivisa con Idrogeno così quando sto in LAN casalinga ho 90 Giga in più di disponibilità su hdd. ![]()
Seconda cosa: installati netcat, nmap, vim (rimosso vim-tiny) e lshw. Modificati /etc/apt/sources.list, fstab, nonchè portata l’interfaccia a full-mode. Ah, e openssh-server che non c’è di base – fatto poi partire all’accensione con uno scriptino in /etc/opt/xandros/xandrosncs/hooks/post-up.d/ :
#!/bin/sh
/etc/init.d/ssh restart
Ammennicoli utili: una chiavetta USB sempre in tasca come supporto, ma c’era già anche prima. Volendo pure la chiavetta bluetooth.
Ora si tratta solo di sfruttare le WiFi in giro per il mondo, e fare un po’ d’esperienza.
PS: E se per caso si scassa a forza di smanettarci (cosa che è successa esattamente 3 ore dopo che l’avevo acquistato), c’è un fantastico ripristino dopo il boot (F9).